Covid, oggi Draghi lancia Piano vaccini. Obiettivo immunizzare italiani entro l’autunno

(Teleborsa) – Attesa per oggi, presso l’hub dell’aeroporto di Fiumicino, la presentazione del nuovo piano vaccinale per l’Italia da parte del presidente del Consiglio Mario Draghi. Sul tavolo la strategia rivista alla luce dei ritardi nelle consegne di dosi da parte delle aziende, ma anche a causa del caos e delle disparità tra Regioni. Centrale anche la questione AstraZeneca alla luce dei casi di morte sospetti dopo la somministrazione del vaccino.

Tra le priorità del premier figurano il potenziamento l’accelerazione del piano verso la campagna di massa che si spera di mettere in moto entro aprile, in un lasso di tempo in cui in Italia dovrebbero arrivare decine di milioni di fiale (circa 290mila dosi al giorno, mentre ora se ne iniettano in media 150 mila al giorno). Gli obiettivi – che prevedono priorità per categorie e per fasce d’età, moltiplicazione degli hub e dei vaccinatori – sono stati illustrati ieri dai ministri della Salute e delle Autonomie, Roberto Speranza e Mariastella Gelmini, a Regioni, Comuni e Province. Obiettivo immunizzare tutta la popolazione entro l’autunno (ora i vaccinati sono il 3%).

Le Regioni, spesso sotto accusa nelle ultime settimane, non sembrano aver mosso particolari obiezioni al piano vaccinale, anche se prima del vertice il presidente della Liguria e numero due della Conferenza dei governatori Giovanni Toti aveva usato parole dure. “Se vogliamo battere il Covid a cannonate forse l’Esercito è utile – ha detto –, ma se dobbiamo somministrare i vaccini abbiamo bisogno di persone che sappiano miscelarli e iniettarli”, invocando una legge quadro per autorizzare molti più soggetti degli attuali a vaccinare. Le Regioni hanno chiesto un’attenzione speciale per i disabili e le persone che se ne occupano (caregiver), punto sul quale si sono impegnate le ministre Gelmini ed Erika Stefani (Disabilità). Desta, poi, preoccupazione il fattore AstraZeneca dopo il ritiro di un lotto di centinaia di migliaia di dosi. A marzo la multinazionale si è impegnata a dare all’Italia 4 milioni di dosi (700mila già arrivate), mentre ne resterebbero quasi un milione ancora nei frigoriferi da utilizzare. Nel secondo trimestre, da aprile, l’azienda anglo-svedese che ha sviluppato il vaccino con l’Università di Oxford dovrebbe fornire 10 milioni di dosi, a fronte dei quasi 25 milioni di Pfizer (su un totale di 54 milioni da 5 aziende diverse). Ma mentre Pfizer sembra la più affidabile e Moderna ne fornirà solo 4,6 milioni, resta l’incognita dei possibili ritardi di Johnson&Johnson (7,3 milioni di dosi, secondo dati del ministero della Salute) e sui tempi di approvazione di Curevac (7,3 milioni di dosi). Il governo quindi segue anche la strada parallela della produzione nazionale. Il ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti ha ribadito l’obiettivo entro il 2021 di realizzare ‘bulk’ (principio attivo e altri componenti) e relativo infialamento da parte di imprese che operano in Italia e che sono già disponibili.

La bozza del piano vaccini prevede priorità per gli over 80 e alcune categorie professionali come il personale scolastico e le forze dell’ordine ma a queste si aggiungono 5 categorie per età e patologie. Queste le linee: elevata fragilità (persone estremamente vulnerabili; disabilità grave); persone tra 70 e 79 anni; persone tra i 60 e i 69 anni; persone con comorbidità sotto i 60 anni, senza la gravità riportata per le persone estremamente vulnerabili; persone sotto i 60 anni. Le raccomandazioni ”su gruppi target a cui offrire la vaccinazione saranno soggette a modifiche e verranno aggiornate in base all’evoluzione delle conoscenze e alle informazioni disponibili, in particolare relativamente a efficacia vaccinale e immunogenicità e sicurezza dei vaccini disponibili in diversi gruppi di età e fattori di rischio, effetto del vaccino sull’acquisizione dell’infezione, sulla trasmissione e sulla protezione da forme gravi da malattia e sulla evoluzione della situazione epidemiologica”.

Nel secondo trimestre 2021 la tabella aggiornata contenuta nella bozza del nuovo piano vaccini prevede l’arrivo in Italia di quasi 52 milioni e mezzo di dosi di vaccino, per l’esattezza 52.477.454. Di queste dosi, sono previste 10.042.500 da AstraZeneca, 8.766.00 da Pfizer (cui si aggiungono 6,6 milioni di seconde dosi divise tra primo e secondo trimestre), 9.420.515 sempre da Pfizer grazie al secondo contratto, 7.307.292 da J&J (monodose, in via di approvazione), 7.314.904 da Curevac (ancora non approvato) e 4.650.000 da Moderna.

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Si è conclusa la Conferenza unificata Stato-Regioni ed enti locali sul piano vaccini. In chiusura la ministra per gli Affari regionali ha comunicato ai presenti la convocazione di un nuovo vertice per domani sulle nuove misure per il contrasto alla pandemia. Alla Conferenza unificata Governo-Regioni-Comuni-Province, convocata dal ministro per gli Affari regionali, Maria Stella Gelmini, hanno partecipato anche il ministro della Salute, Roberto Speranza (che ha tenuto un’informativa sul piano vaccini e sulle misure per fronteggiare l’emergenza da Covid-19) e il ministro per le Disabilità, Erika Stefani. Al vertice anche il commissario all’emergenza, Francesco Paolo Figliuolo, e il capo della Protezione civile, Fabrizio Curcio. L’Italia delle Regioni questa mattina, su convocazione del presidente Stefano Bonaccini, è tornata a confrontarsi proprio sul piano vaccini. Al termine dell’incontro è stato il presidente della Conferenza delle Regioni a parlare. In Conferenza Stato-Regioni segni di disgelo verso Lega Segni di ‘disgelo’ durante la Conferenza Stato-Regioni di questo pomeriggio sul prossimo Dpcm. Secondo quanto apprende LaPresse, il presidente e governatore dell’Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, ha riconosciuto l’impegno della ministra leghista per la Disabilità, Erika Stefani, ma ha avuto parole positive anche ricordando il suo precedente impegno, nel governo gialloverde, quando era alla guida del ministero degli Affari regionali. Anche Roberto Speranza, sempre nella stessa riunione, avrebbe dato atto alla collega del Carroccio del grande impegno profuso per far inserire le persone con disabilità tra le priorità delle raccomandazioni per la campagna vaccinale nazionale. Bonaccini: “Revisione piano condivisibile, passo in avanti” “Le ipotesi di revisione del piano nazionale Vaccini sono condivisibili e costituiscono un passo in avanti verso una accelerazione”, lo ha dichiarato Stefano Bonaccini, al termine dell’odierna Conferenza delle Regioni. “C’è infatti maggiore chiarezza: è confermata l’esigenza di completare con le categorie già avviate (forze di polizia e scuola), andare avanti con gli ultraottantenni, i disabili e le fasce di rischio di chi è affetto da patologie gravi, per proseguire poi per fasce anagrafiche con l’obiettivo di vaccinare rapidamente tutta la popolazione con più di 60 anni. Chiediamo però – ha aggiunto Bonaccini – al Governo di prevedere fra i destinatari di prossime vaccinazioni accanto alle forze di polizia anche la protezione civile. Infine – ha concluso Bonaccini – occorre poi superare nel più breve tempo possibile la fase delle stime dell’approvvigionamento delle dosi per avere maggiori certezze e conseguentemente una migliore programmazione, così come sono necessari ulteriori approfondimento e specifiche sulla possibilità di poter effettuare vaccinazioni direttamente da parte delle aziende”. Si lavora sulla bozza Il nuovo piano di vaccinazioni anti Covid-19 è ancora allo studio da parte del governo. Una volta chiusa la fase delle somministrazioni destinate agli anziani over 80, potrebbe arrivare nei prossimi giorni l’accelerata sulla messa in sicurezza anche delle altre fasce di popolazione. Dalla bozza, in via di definizione, si attendono novità sulla quantità delle nuove dosi in arrivo, ma anche su distribuzione e logistica per le somministrazioni sul territorio. Novità potrebbero arrivare già oggi pomeriggio, quando la nuova proposta sarà discussa al tavolo della Conferenza delle Regioni. Consiglio dei ministri Sempre questa mattina si è svolto a Palazzo Chigi un Consiglio dei ministri con all’ordine del giorno “Leggi regionali”, terminato poco prima delle 12. La riunione è durata circa mezz’ora. Le ipotesi: Somministrazione sul posto di lavoro “Sarà possibile, qualora le dosi di vaccino disponibili lo permettano, vaccinare all’interno dei posti di lavoro, a prescindere dall’età, fatto salvo che la vaccinazione venga realizzata in sede, da parte di sanitari ivi disponibili, al fine di realizzare un notevole guadagno in termini di tempestività, efficacia e livello di adesione”. Si legge in un passaggio della bozza del nuovo aggiornamento del Piano strategico nazionale per la vaccinazione anti Covid, che andrà oggi in Conferenza unificata. Orlando: “In arrivo un protocollo” Occorre “affrontare con urgenza la sfida della campagna vaccinale nei luoghi di lavoro, per la quale abbiamo predisposto un’intesa con le organizzazioni sindacali e imprenditoriali, che utilizzi anche i medici aziendali nella somministrazione dei vaccini. C’è già un gruppo tecnico che sta lavorando per la predisposizione dei protocolli”. Lo ha detto il ministro del Lavoro, Andrea Orlando, in audizione sulle linee programmatiche del dicastero in commissione lavoro al Senato.

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