Covid, l’Italia torna senza zone rosse: resta il caso Abruzzo

(Teleborsa) – Con il passaggio dell’Abruzzo da zona rossa a zona arancione, non ci sono più regioni italiane nella fascia di rischio che prevede le misure più restrittive, anche se non è chiaro se da oggi o da mercoledì. Quello dell’Abruzzo è infatti un caso: a differenza delle altre regioni è stato lo stesso presidente Marsilio a firmare ieri sera il passaggio di colore dopo “aver avvisato il ministro Speranza“, il quale però ha negato il suo avvallo sulla decisione. Marsilio ha comunicato che i negozi sono aperti da oggi e ch da mercoledì torneranno a scuola gli studenti di seconda e terza media.

Il Governatore Marsilio aveva lui stesso sottoscritto un’ordinanza per entrare in zona rossa lo scorso 18 novembre, imponendo misure più restrittive prima che fosse il Governo a farlo, e ora ha annullato di fatto quel provvedimento con quello nuovo. Ma fonti di governo, secondo quanto riporta l’ANSA, hanno precisato che “la cabina di regia che monitora i dati di tutte le regioni ha riconosciuto questa anticipazione che avrebbe potuto portare alla zona arancione nella giornata di mercoledì. La scadenza dei 21 giorni è però prevista per mercoledì, non per lunedì. Quindi non c’è avallo su questa ulteriore anticipazione“.

La posizione del Governo è stata ribadita anche dal ministro alle Autonomie Regionali Francesco Boccia, che è intervenuto ieri sera alla trasmissione Non è la D’Urso: “C’è la disponibilità del Governo a riconoscere la fine del periodo di zona rossa nelle tre settimane che sono necessarie e sono obbligatorie, quindi se l’Abruzzo tornasse in zona arancione da mercoledì avrebbe l’intesa del ministero della Salute. Se la regione Abruzzo decide autonomamente di andare in zona arancione da domani mattina sarà diffidata“.

Intanto ieri c’è stato il ritorno in fascia gialla di Emilia Romagna, Friuli, Marche Puglia e Umbria, e in arancione di Campania, Toscana, Alto Adige, Abruzzo e Bolzano. Con cinque nuove regioni gialle (in tutto sono ora undici, oltre alla provincia di Trento) hanno riaperto oltre 72mila tra bar, ristoranti, pizzerie e agriturismi, secondo i dati della Coldiretti. Sono comunque ancora circa la metà (47%) gli esercizi commerciali di questo tipo ancora chiusi in Italia.

L’avvio dello shopping natalizio non deve però fare abbassare la guardia, secondo il coordinatore del Comitato Tecnico Scientifico, Agostino Miozzo, che mette in allarme sulla possibile terza ondata negli ospedali nel nuovo anno. Ci apprestiamo ad entrare in una fase in cui “avremo il raddoppio della criticità nei Pronto Soccorso: arriveranno coloro che avranno l’influenza stagionale e coloro che avranno il Covid vero e proprio”, ha spiegato Miozzo a Mezz’ora in Più.

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