Covid, Lagarde: “Senza politiche BCE 1 milione di persone in più avrebbero perso lavoro”

(Teleborsa) – Senza le politiche della Banca centrale europea, durante la crisi pandemica, “stimiamo che oltre un milione di persone in più avrebbero perso il lavoro“. È quanto ha detto la presidente della BCE, Christine Lagarde, intervenendo al “Jahresimpuls Mittelstand 2021” a Francoforte, sottolineando che le misure messe in campo hanno protetto sia le aziende che i posti di lavoro.

Parlando del fatto che le economie europee sono in gran parte ripartite dopo i minimi toccati nel primo semestre 2020, Lagarde si è però soffermata su quelle imprese che stanno ancora pagando caro il prezzo delle chiusure. “Sebbene il settore manifatturiero si sia ripreso abbastanza bene dal primo lockdown dello scorso anno, sostenuto da una solida domanda globale, l’attività nel settore dei servizi è rimasta contenuta a causa delle misure restrittive sociale che sono ancora in vigore oggi”, ha spiegato.

“Ciò colpisce in particolare le PMI, perché costituiscono una quota enorme di imprese nei settori più colpiti dalla crisi e danno lavoro a circa il 75% delle persone che lavorano in quei settori – ha detto Lagarde – Quindi non sorprende che molte PMI in Europa siano state esposte al rischio di problemi di liquidità“.

Secondo la presidente della BCE, le azioni messe in campo dalla BCE hanno avuto effetti benefici proprio sulle piccole e medie imprese. “Le PMI, in particolare, fanno affidamento sui finanziamenti delle banche, poiché in genere non accedono ai mercati dei capitali”, ha detto Lagarde, evidenziando che i programmi PEPP e TLTRO hanno certamente contribuito a stabilizzare i mercati finanziari, ma hanno anche consentito alla banche di non chiudere i rubinetti dei finanziamenti alle PMI.

“Da marzo a maggio dello scorso anno, i prestiti bancari alle imprese dell’area dell’euro sono aumentati dell’importo più elevato mai registrato – ha evidenziato la presidente della BCE – E sono state le PMI a trarre il massimo vantaggio dal credito a buon mercato e abbondante“. “I tassi sui prestiti molto piccoli, che sono una proxy per i prestiti alle PMI, sono diminuiti in modo sostanziale, con le imprese in grado di contrarre prestiti ai tassi più bassi mai registrati, inferiori al 2%”, ha aggiunto, sottolineando che da marzo sono stati concessi 730 miliardi di euro di nuovi piccoli prestiti alle PMI nell’area euro.

Per ripartire al meglio sarà anche necessario “adattarci ai cambiamenti che (la crisi) ha messo in moto”, ha detto la numero uno dell’istituzione di Francoforte, facendo riferimento ai progressi nell’adozione del digitale: “Secondo alcune stime, la pandemia ha anticipato di sette anni la transizione digitale in Europa. E si stima che il 20% delle ore di lavoro passerà permanentemente dall’ufficio a casa. Ciò porterà a nuovi modelli di domanda e nuovi modi di vivere”.

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