Covid, Governo orientato a una stretta nazionale per il periodo di Natale

Il Governo si è convinto ad agire dopo le immagini del weekend, con i centri città presi d'assalto per lo shopping natalizio, nonostante i numeri della pandemia non rassicurino gli esperti.

(Teleborsa) – Tutta Italia potrebbe diventare zona rossa o arancione nei giorni festivi e prefestivi, quindi quelli dal 24-27 dicembre, dal 31 dicembre al 3 gennaio e il 5-6 gennaio. Della possibili stretta hanno parlato oggi, per quasi tre ore, il premier Giuseppe Conte, i capi delegazione di maggioranza, la ministra dell’Interno Luciana Lamorgese e alcuni esponenti del CTS.

Il Governo si è convinto ad agire dopo le immagini del weekend, con i centri città presi d’assalto per lo shopping natalizio, nonostante i numeri della pandemia non rassicurino gli esperti. Anche oggi ci sono statioltre 12mila casi (con 50mila tamponi in meno rispetto al giorno prima), 491 decessi e un aumento di 30 unità nel numero di ricoverati (anche se quelli in terapia intensiva sono scesi ancora).

Per il ministro della Salute, Roberto Speranza, “sono numeri ancora molto significativi, è vero che nelle ultime settimane c’è stata una lieve flessione per le misure adottate ma la battaglia non è vinta e ci vuole ancora tantissima cautela. Ci vuole poco a tornare indietro e vanificare gli sforzi delle ultime settimane”.

Su una linea più dura il Ministro per gli Affari regionali, Francesco Boccia. “Stiamo valutando in queste ore se siamo in grado con queste misure e una zona gialla nazionale di contenere eventuali aumenti del contagio che toccheremo con mano a gennaio: non possiamo arrivarci con gli ospedali appesantiti, non possiamo permettercelo. Dobbiamo essere più rigorosi durante le festività”, ha detto a La Vita in diretta su Rai 1. “Le regole stanno funzionando e andiamo avanti così nei giorni lavorativi che abbiamo di fronte, per le festività dobbiamo decidere se chiudere di più, secondo me sì – ha aggiunto – Se ci saranno restrizioni ulteriori dobbiamo sapere che saranno solo per un periodo“.

“Se rimangono le condizioni che ci hanno portato alla seconda ondata ed in mancanza di un piano nazionale, la terza ondata pandemica è una certezza e non una probabilità – ha detto Andrea Crisanti, direttore del laboratorio di microbiologia dell’Università di Padova all’ANSA – Tra la prima e la seconda ondata dell’epidemia da Covid-19 non sono state rafforzate le misure mirate a mantenere bassi i contagi sul territorio, e in assenza di un vero piano nazionale la terza ondata è inevitabile”.

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