Covid, Ferretti: “Su riapertura ristoranti decisione bipolare”

(Teleborsa) – “Ristoranti aperti a pranzo e a cena in zona gialla ma solo all’aperto e con un coprifuoco ancora fisso alle 22. Quella prevista dall’ultimo decreto del governo prevede una riapertura ‘monca’”. È quanto afferma l‘economista, docente della Innovation Academy Trentino, Andrea Ferretti commentando l’ultimo provvedimento dell’esecutivo Draghi.

“Quest’apertura serale dei ristoranti con un un coprifuoco ancora fisso alle 22 – sottolinea Ferretti – continua a sembrarmi una decisione piuttosto bipolare. Un cliente mediamente lavoratore riesce ad arrivare al ristorante verso le 20-20.30. Se, in una città come Roma, deve essere a casa alle 22, c’è il tempo, praticamente, solo per un rapido saluto all’oste e niente di più. E allora più che di un’apertura per cena dei ristoranti si tratta di un’apertura per ‘apericena’ dove i ragazzi bevono qualcosa e mangiano un piatto in 4: va benissimo ma è evidente che la ristorazione tradizionale in questa maniera non può reggere perché i costi fissi partono immediatamente”.

Una decisione, quella sul coprifuoco, che – secondo l’economista – “può essere presa solo da politici incapaci di leggere un conto economico di un’impresa o per motivi politico-elettorali. E io – sottolinea Ferretti –propenderei per questa seconda ipotesi”. In tale scenario per l’economista “non ci sono, dunque, da ricercare grandi logiche sottostanti ma viene fuori una nuova preoccupazione: se il governo è in fibrillazione per un’ora in più o in meno di coprifuoco, cosa succederà – si chiede Ferretti – quando dovremo in concreto attivare il Recovery Fund e confrontarci con un debito pubblico del 160%?”.

Da qui la proposta dell’economista per aiutare i ristoranti a sopravvivere alla crisi continuando a contenere gli assembramenti. “In attesa di una indispensabile riduzione di questo coprifuoco – spiega Ferretti – per non fare collassare il settore della ristorazione forse si potrebbe pensare a un’interpretazione estensiva della norma consentendo di rimanere a tavola fino alle 22 e garantendo il ritorno alla propria abitazione senza pericolo di sanzioni”. Nel dettaglio il modello suggerito dall’economista prevede, da parte dei clienti, la presentazione dell’autocertificazione della cena al ristorante ed, eventualmente, anche dello scontrino fiscale. “In questa maniera –sottolinea Ferretti – il coprifuoco generalizzato anti assembramento rimarrebbe con buona pace dei nostri ministri e la gente sarebbe più propensa ad andare al ristorante. Si ridurrebbe, infine, anche l’evasione fiscale perché tutti vorrebbero lo scontrino del ristorante per non rimanere fulminati da 400 euro di multa al ritorno sulla via di Damasco”.

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