Covid, cresce l’allerta zone rosse. Speranza: “Sarà settimana complicata”

(Teleborsa) – E’ destinato a crescere il numero dei lockdown locali, mentre prende corpo l’idea di una maxi zona rossa nazionale, a causa della diffusione delle varianti del coronavirus, della crescita dei contagi e, soprattutto, del tasso di occupazione delle terapie intensive, piene già per un terzo della loro capacità.

I prossimi giorni saranno cruciali per capire se la Pasqua sarà in rosso, a dispetto dell’ultimo Dpcm firmato dal governo Draghi, entrato in vigore appena 24 ore fa, che potrebbe essere “rottamato” da nuovi provvedimenti più restrittivi all’insegna del “massimo rigore”, nel caso la situazione dovesse degenerare.

Numeri parlano chiaro

I numeri dell’ultimo bollettino sembrerebbero confermare le preoccupazioni degli scienziati, che da tempo chiedono un maggior rigore nella lotta al Covid.

Domenica sono stato registrati quasi 21mila nuovi contagi, con un tasso di positività salito al 7,6% ed oltre 200 vittime, che portano il totale dall’inizio della pandemia al di sopra dei 100mila morti. Ma quel che preoccupa di più sono i numeri della sanità, che registra 443 nuovi ingressi negli ospedali, dove sono attualmente ricoverate oltre 21mila persone.

Allarme per le terapie intensive, che continuano a riempirsi con oltre 2.600 pazienti in ricovero ed un tasso di occupazione della rianimazione che ha superato la soglia di allerta del 30% in molte regioni.

Speranza: “Sarà un mese complicato”

Il Ministro della Salute Roberto speranza ha ammesso che il mese di marzo sarà “complicato” e che la diffusione delle varianti hanno prodotto una “accelerazione dell’epidemia”.

Il titolare alla Salute, però, smentisce che si stia al momento ragionando su una unica zona rossa nazionale, in considerazione della estrema concentrazione dei contagi in tre regioni: Lombardia, Emilia Romagna e Campania.

“Oggi abbiamo un’enorme differenziazione tra territori e il modello costruito serve proprio a evidenziare queste differenze”, afferma Speranza.

Assembramenti grandi città e multe

Nelle grandi città, come Roma e Milano, cresce il rischio di assembramenti spontanei, che ha costretto le autorità, nel weekend, a chiudere diverse strade ed elevare numerose multe.

E’ il caso dei Navigli a Milano, dove i giovani si sono affollati per un “aperitivo”, costringendo la polizia a bloccare gli ingressi alla Darsena sino alle 18, orario in cui è scattato lo stop all’asporto di cibi e bevande.

Anche Roma non è andata meglio con assembramenti nelle vie del centro e nelle zone clou della movida, come Ostia. In piano di controlli scattato già dal pomeriggio di venerdì ha prodotto 80 multe fra consumo di alcolici in strada e attività di somministrazione di cibo e bevande oltre l’orario consentito.

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