Covid, Confindustria Brescia: imprese hanno speso più di 600 euro a dipendente per sicurezza

(Teleborsa) – Dall’inizio del lockdown, le aziende bresciane hanno speso in media 610 euro a dipendente per i costi di sicurezza legati all’applicazione del protocollo aziendale Covid-19, una somma che tiene conto sia dei dispositivi di protezione individuali e delle pulizie periodiche, sia degli investimenti una tantum, come quelli per termo-scanner.

In merito ai costi di gestione (mascherine, sanificazione, disinfettanti, pulizia locali), le imprese interpellate da Confindustria hanno sostenuto una spesa media per dipendente pari a 458 euro, con costi più elevati nell’alimentare (607 euro), legno e minerali non metalliferi (475), meccanica (480) e, a livello dimensionale, nelle piccole (501 euro) e medie aziende (477).

Per quanto riguarda i costi una tantum (termoscanner, barriere protettive), le aziende hanno dichiarato una spesa media per dipendente pari a 152 euro, con punte più elevate nei settori: legno e minerali non metalliferi (319 euro), meccanica (155) e metallurgia (187). Tra le classi dimensionali, la spesa risulta più elevata per le piccole imprese (179 euro) e per le medie (167), rispetto alle micro e a quelle di maggiore dimensione.

Riguardo alle misure di gestione del personale adottate dalle imprese in seguito all’emergenza sanitaria: l’85% degli intervistati ha dichiarato di aver utilizzato la Cassa Integrazione Guadagni, il 77% di aver introdotto o intensificato lo smart working, il 64% di aver fatto ricorso alle ferie obbligatorie, il 56% di aver ridotto le ore di lavoro, il 25% di aver rinviato le assunzioni previste, il 17% di aver fatto formazione aggiuntiva del personale, il 16% di non aver prorogato i contratti a termine.

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