Covid, Banca d’Italia: prestiti con garanzia pubblica non pienamente sfruttati

(Teleborsa) – La Banca d’Italia ha segnalato che “la possibilità di stanziare i prestiti assistiti da garanzie pubbliche Covid-19 non è stata finora pienamente sfruttata dalle controparti italiane” rispetto a quanto osservato in altri Paesi europei. È quanto si legge in una nota di aggiornamento di via Nazionale in merito agli effetti delle misure di ampliamento delle garanzie adottate dalla BCE e dalla stessa Banca d’Italia in risposta all’emergenza pandemica.

Tale gap, spiega la Banca Centrale italiana, può essere dovuta in parte al ritardo con cui le banche italiane hanno cominciato a erogare tali prestiti rispetto a quelle degli altri paesi, e in parte al fatto che i prestiti assistiti dalla garanzia del Fondo di garanzia per le PMI, “dall’importo mediamente più basso e dalla conseguente maggiore numerosità dei finanziamenti erogati (circa 1,3 milioni)”, generano un costo-opportunità più elevato per lo stanziamento presso la banca centrale. “La possibilità di fare affidamento su tali prestiti – ha sottolineato la Banca d’Italia – resta tuttavia un’importante opportunità per le banche italiane, qualora dovesse emergere nel prossimo futuro la necessità di incrementare il finanziamento presso la banca centrale”.

La possibilità di stanziare tali prestiti, riportano gli economisti di Via Nazionale, è stata finora utilizzata da 28 controparti (su un totale di 68 banche che stanziano prestiti bancari), producendo un aumento del valore netto delle loro garanzie di 9,4 miliardi. A usufruire di questa misura sono state principalmente le controparti di media e piccola dimensione.

Nella nota si sottolinea che le misure straordinarie adottate nel 2020 dalla Banca centrale europea e dalla Banca d’Italia per espandere il valore delle garanzie idonee per le operazioni di politica monetaria e mitigare gli effetti economici della crisi pandemica ha consentito di aumentare il valore netto delle attività stanziate dalle controparti italiane di 57 miliardi, pari al 13% del totale delle garanzie conferite. Tra marzo 2020 e gennaio 2021 il valore netto delle garanzie conferite dalle controparti italiane è aumentato di 142 miliardi (a 430
miliardi, al netto degli scarti di garanzia), a fronte di un maggior ricorso al finanziamento dell’Eurosistema di 160 miliardi (a 373 miliardi). Gli economisti di Bankitalia hanno anche sottolineato che la riduzione generalizzata degli scarti di garanzia ha consentito alle banche di soddisfare prontamente l’accresciuta esigenza di finanziamento in banca centrale senza incorrere in costi aggiuntivi.

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