Covid, allarme assembramenti nelle regioni gialle. Scontro Cts-Anci

(Teleborsa) – Ben 293mila bar e ristoranti riaperti per il servizio al tavolo, via libera alle visite ai musei e studenti tornati sui banchi. Nell’Italia tinta per la maggior parte di giallo l’allentamento delle misure restrittive fa crescere la voglia di normalità ma anche le polemiche sugli assembramenti che vedono al centro lo scontro Cts-Anci.

“Basta con il tiro al bersaglio sui sindaci, il Cts pensi a fare la sua parte. Dare la colpa ai sindaci sta diventando il nuovo sport nazionale.
Miozzo, che ci accusa di immobilismo di fronte agli assembramenti nelle città, sembra impegnato in un disperato tentativo di allontanare da sé le responsabilità e addossarle sugli obiettivi più facili, quelli che per natura e per senso del proprio dovere, sono abituati a esporsi in prima persona, sempre – afferma il presidente dell’Anci e sindaco di Bari, Antonio Decaro –. Voglio ricordare a Miozzo che noi sindaci non siamo responsabili della sorveglianza di strade e piazze nelle azioni di contrasto alla diffusione del virus. E che, fino a oggi, ci siamo ben guardati dallo scagliarci contro alcune discutibili scelte dello stesso Cts. Abbiamo sempre, al contrario, provato a tenere insieme le nostre comunità, ormai economicamente e psicologicamente stremate, dopo un anno di restrizioni”. “Io non ho contestato i sindaci, ho fatto un appello affinché aiutino il sistema per controllare il territorio utilizzando tutte le risorse disponibili ed evitare gli assembramenti. Non era assolutamente mia intenzione contestare la capacità, la funzione, la competenza dei sindaci” replica il coordinatore del Cts, Agostino Miozzo. Il suo, aggiunge “era un accorato appello perché le immagini che abbiamo visto sabato scorso sono di una estrema grande preoccupazione”.

Nel frattempo è attesa in settimana la riunione del Comitato tecnico scientifico sulla questione sci rimasta, per il momento, ancora in sospeso. L’incontro, nel corso del quale li esperti esamineranno il protocollo messo a punto dalle Regioni per la riapertura degli impianti sciistici, non è ancora stato fissato e potrebbe tenersi mercoledì o venerdì, in occasione dell’abituale riunione per l’analisi dei dati del monitoraggio. Gli impianti dovrebbero riaprire il 15 febbraio, data in cui scade anche il divieto di spostamento tra le regioni, ma una decisione in merito verrà presa solo a ridosso della scadenza: mancano ancora due settimane e dunque bisognerà vedere se i dati epidemiologici consentiranno un allentamento delle misure o sarà necessaria un’eventuale proroga. Sul tavolo anche
il Festival di Sanremo con il piano della Rai al vaglio degli esperti.

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