Covid-19, “distanziamento”: ipotesi barriere in plexiglass su aerei

(Teleborsa) – In attesa dell’emanazione delle linee guida per la ripartenza dei voli passeggeri, nel rispetto della sicurezza sanitaria, si moltiplicano le proposte di soluzioni pratiche che si potrebbero introdurre a bordo degli aeromobili per garantire la massima occupazioni possibile dei posti.

L’invettiva del CEO di Ryanair, Michael O’Leary, che ha definito folle l’idea di lasciare vuote le sedute a fianco di ogni passeggero, ha indotto a escogitare barriere protettive in polimetilmetacrilato, ovvero plexiglass, che qualcuno suggerire di posizionare in modo da separare i posti affiancate e fungere da filtro.

La prima a lanciare questa soluzione è stata la società Aviointeriors, industria italiana con sede a Latina appunto specializzata nella realizzazione di allestimenti interni per aerei. I passeggeri avranno comunque l’obbligo di indossare la mascherina e in più, una volta in cabina, avranno effettuato tutti i controlli richiesti in aerostazione, a cominciare dal termoscanner.

L’adozione della barriera in plexiglass, che potrebbe essere agganciata allo schienale o al bracciolo del sedile, risolverebbe il rispetto della distanza minima di un metro, ma, secondo gli esperti, farebbe sorgere il problema della sicurezza in caso di forte turbolenza, così come in una ipotetica situazione di emergenza in volo.

L’alternativa, come ipotizzato già da molte compagnie aeree tradizionali, è potere disporre del 50% dei posti a bordo. Ipotesi rigettata dal più importante vettore low cost, appunto l’irlandese Ryanair. Gli operatori spingono per una normativa a livello comunitario e chiedono che sia Easa (Agenzia Europea per la Sicurezza Aerea) a emanarla per evitare dicotomie e disposizioni contrastanti tra singoli Paesi.

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