Covid-19, cura con il plasma: Vella: “Risultati molto incoraggianti ma la scienza esige cautela”

(Teleborsa) – Plasmaterapia, la terapia che ha attirato la più grande attenzione mediatica negli ultimi giorni. Si estrae il plasma dal sangue di persone che si sono guarite dal Covid-19 e lo si immette nell’organismo di chi è ancora ammalato e si trova in condizioni critiche. Quel plasma è ricco di anticorpi del coronavirus. Questi vanno direttamente sul virus e l’uccidono. Una terapia tuttavia non nuova, già usata da diversi anni anche contro altre infezioni come ad esempio Ebola o Sars. Ora questa tecnica è stata utilizzata secondo un protocollo ben preciso di sperimentazione dal Policlinico di Pavia e dall’Ospedale Carlo Poma di Mantova.

I risultati sembrano molto incoraggianti. Si è parlato di condizioni di pazienti migliorate già dopo poche ore dalle somministrazione e anche di guarigione. Ma il rigore della scienza impone cautela. il Presidente del Consiglio Superiore di Sanità, Locatelli, dice: “Sulla terapia col plasma massimo interesse, ma serve rigore scientifico e occorrerà validare i dati ottenuti da questa prima sperimentazione italiana con uno studio clinico controllato”.

E cosi’, dopo una grande esposizione mediatica in particolare del dottor Giuseppe De Donno, responsabile pneumologia dell’Ospedale Carlo Poma di Mantova, la Direzione dell’Azienda ha stabilito che nessun professionista è autorizzato a diffondere i dati riguardanti le sperimentazioni prima che i risultati siano stati pubblicati”. Lo studio è stato inviato all’autorevole rivista scientifica “New England Journal”. La risposta per la definitiva validazione dei dati è attesa per la settimana prossima.

Per capire meglio perché ci voglia tanta cautela nel cantare vittoria, Teleborsa si è rivolta al Professor Stefano Vella dell’Università Cattolica di Roma, virologo e Chairman del Comitato di controllo dei dati e della sicurezza dello studio Discovery che si occupa di farmaci già esistenti.

Professor Vella, quali aspetti bisogna approfondire ancora?

“Dagli studi preliminari sembra che il successo della plasmaterapia sia stato abbastanza alto. Ora bisogna capire bene quali anticorpi diano la guarigione, sia in fatto di qualità che di quantità. Perché in alcune persone la terapia ha funzionato egregiamente mentre in altre no. Non dimentichiamo poi che serve un numero notevole di donatori e che il plasma di questi deve aver sviluppato un numero notevole di anticorpi. Non sappiamo ancora però quanti ne servano per bloccare il virus”.

In che fase della malattia andrebbe somministrato il “plasma iperimmune”?

“Come per tutti i farmaci prima si dà meglio è. Però in molti casi l’infezione – se leggera – sparisce da sola, quindi sarebbe un errore somministrarla. Ma sarebbe un errore anche aspettare che la malattia diventi grave. Quindi l’ideale sarebbe il momento in cui il sintomi del paziente cominciano a peggiorare. Il fatto è che questo virus è talmente imprevedibile che il paziente può precipitare in condizioni critiche all’improvviso. Per questo ci vuole molta cautela”.

Come hanno detto gli stessi sperimentatori la plasmaterapia non esclude le altre terapie. In che cosa spera Lei oggi, visto che il vaccino – che sarà la vera arma vincente – arriverà tra molto tempo?

“Spero molto negli anticorpi monoclonali, si tratta dello stesso principio degli anticorpi presi dal plasma, ma creati in laboratorio e quindi di più facile realizzazione. Questi anticorpi sono stati già prodotti ma vanno sperimentati”.

Si può dire che oggi – sia pure a distanza di pochi mesi dall’inizio della pandemia – l’infezione si tiene meglio sotto controllo?

“Direi di si. Nella gestione clinica stiamo capendo di più come agisce il virus. Oltre ai polmoni colpisce il sangue, ci sono enormi problemi di coagulazione, stimola in modo abnorme il sistema immunitario. Quindi con l’uso di antivirali (sia pure non specifici), di diversi tipi di farmaci che vanno a risolvere gli altri aspetti di cui abbiamo parlato, si riesce a fare parecchio. Però vorrei concludere con un appello: non siamo assolutamente fuori dalla pandemia. Il virus circola ed è sempre in agguato. L’unica vera importante arma al momento è seguire le regole: distanziamento sociale, uso corretto della mascherina, lavaggio delle mani. Non voglio essere pessimista ma ricordiamoci: ce ne avremo ancora per parecchio”.

di Manuela Lucchini

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