Corte dei Conti e Comune di Villafranca: botta e risposta su cessione quote Catullo a Save

(Teleborsa) – L’ingresso di SAVE nel capitale della società Catullo di Verona ancora sotto la lente di ingrandimento della Corte dei Conti, che ha richiamato il Comune di Villafranca in relazione alla cessione della propria quota pari al 2% con cui la società veneziana ha potuto scalare fino a detenere il 40%.

ANAC, l’Autorità anti-corruzione guidata da Raffaele Cantone, si era già espressa giudicando la cessione della quota del Comune di Villafranca a SAVE “non conforme alle previsioni dei codici dei contratti e del diritto comunitario”, perché avvenuta con trattativa privata e non con gara pubblica.

Dal Palazzo Municipale di Villafranca si è sostenuto, messo per iscritto in una lettera di risposta datata marzo 2018, che la vendita della quota in Catullo era avvenuta a seguito di richiesta della Corte dei Conti, che con una delibera del 12 aprile 2018, resa pubblica nei giorni scorsi, ha smentito tale asserzione sottolineando che mai è stata suggerita la cessione bensì, al contrario, “sollecitata una idonea e sana gestione delle partecipate”.

Mario Faccioli, sindaco di Villafranca all’epoca dell’operazione, ha dichiarato agli organi di stampa che la Corte dei Conti avrebbe fatto intendere che la vendita delle azioni avrebbe contribuito a sanare i debiti della Catullo evitando che il Comune si ritrovasse costretto a contribuire al risanamento della società.

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