Corte costituzionale tedesca ammette con rilievi Piano QE. BCE riunisce direttivo

(Teleborsa) – La Corte costituzionale tedesca conferma la costituzionalità del Piano QE della BCE, ma con alcuni rilievi, e dà tempo 3 mesi al Board di Francoforte per dare una risposta. Intanto, un portavoce dell’Eurotower ha confermato che il direttivo si riunirà in serata per discutere e valutare la sentenza, non per prendere decisioni al riguardo, e sottolinea che la BCE “commenterà nei tempi adeguati” la sentenza.

La decisione della Corte tedesca ha irritato anche Bruxelles, che ribadisce la supremazia del diritto comunitario, sottolineando che le sentenze delle Corte di giustizia europea sono “vincolanti per tutte le Corti nazionali”. E’ quanto riferito dal portavoce della Commissione europea, Eric Mamer, che aggiunge: “La Commissione ha sempre rispettato l’indipendenza della BCE nell’attuazione della politica monetaria”.

MERCATI QUASI CALMI

I?mercati non hanno avuto grandi scossoni dopo la pubblicazione della sentenza. Le borse europee confermano rialzi sopra un punto percentuale: Francoforte sale dell’1,47%, Londra dell’1,48%, parigi dell’1,72% e Milano dell’1,06%.

Maggiori ripercussioni sull’euro, che si è mosso nervosamente al ribasso, anche se la reazione è stata be complesso contenuta: la valuta unica ha portato il cambio sul dollaro a 1,0836 USD con un calo dello 0,60% rispetto alla vigilia. Qualche effetto anche sullo Spread BTP-Bund, che si è allargato a 253 punti a fronte di un rendimento dei BTP salito all’1,96%.

QUALE QUANTITATIVE EASING E’ SOTTO ESAME?

I giudici costituzionali tedeschi hanno esaminato la costituzionalità del Piano di Quantitative Easing lanciato nel 2015 sotto l’egida di Mario Draghi (il Piano PSPP o Piano QE2) ed il Piano di acquisto titoli lanciato a gennaio 2020 20 miliardi al mese (Piano APP), poi potenziato a marzo 2020, durante la pandemia, con una dotazione aggiuntiva di 120 miliardi fino a fine 2020.

Il giudizio non riguarda invece le misure straordinarie anti-pandemia, assunte di recente per effetto della crisi economico-sanitaria provocata dal coronavirus (programma PEPP), che ha un valore di 750 miliardi, anche se la questione è interconnessa, perché una bocciatura dei precedenti piani, sul piano costituzionale, potrebbe inficiare anche i programmi anti-pandemia.

LA CORTE CONFERMA COSTITUZIONALITA’ CON RILIEVI

La sentenza della Corte costituzionale federale tedesca, conferma la legalità dei Piani QE varati dall’Eurotower e la rispondenza ai Trattati dell’Unione Europea, perché non determinano una “monetizzazione del debito pubblico” degli Stati membri e quindi una fonte di finanziamento degli stessi, come asserito dal ricorso presentatole da alcuni accademici ed economisti tedeschi.

I giudici però esprimono perplessità su alcuni punti dei piani QE sotto esame, in particolare sulla flessibilità con cui i programmi vengono portati avanti e sulla proporzionalità dei piani stessi ai fini del rispetto della ripartizione delle competenze fra UE e Stati membri prevista dai Trattati.

E su quest’ultimo punto, la Corte chiede alla BCE – che ha tempo 3 mesi – di dimostrare “in maniera comprensibile e con argomentazioni” che gli obiettivi di politica monetaria perseguiti dai Piani QE non abbiano anche effetti economici e fiscali “sproporzionati” fra i Paesi membri dell’Eurozona. Nel mirino c’è anche, e soprattutto, il “reinvestimento” dei capitali dei titoli giunti a scadenza, che rischia di prolungare i piani stessi oltre la loro naturale scadenza.

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