Corte Conti, Caso: non sprechiamo le risorse del Recovery Fund

(Teleborsa) – Il presidente dell’Associazione dei magistrati della Corte dei Conti Luigi Caso ha chiesto al governo di non sprecare le risorse del Recovery Fund in opere pubbliche inutili o troppo costose oppure nell’acquisto di beni e servizi di cui la PA non ha alcun bisogno.

“Ogni anno la Pubblica amministrazione spreca milioni di euro dei contribuenti per finanziare opere pubbliche inutili o troppo costose oppure per acquistare beni e servizi di cui non ha alcun bisogno – ha dichiarato – L’esigenza di impedire un simile spreco è ancor più pressante oggi che si avvicina il momento di dare attuazione al Piano nazionale per la ripresa e la resilienza, che consentirà al Governo di investire oltre 200 miliardi di euro per il rilancio dell’Italia”. “Del resto – ha aggiunto – lo stesso regolamento europeo istitutivo del Recovery Fund impone ai singoli Stati membri di garantire l’effettivo controllo giurisdizionale sulla gestione di tali risorse, non solo attraverso la prevenzione e la sanzione dei comportamenti lesivi degli interessi finanziari dell’Unione, ma, altresì, attraverso il recupero dei fondi erroneamente versati o utilizzati in modo non corretto”.

A preoccupare Caso è anche la possibilità che l’esecutivo proroghi la norma approvata lo scorso luglio – l’articolo 21 del decreto-legge 16 luglio 2020 n. 76 – che “ha pesantemente allargato le maglie dell’irresponsabilità dei gestori del denaro pubblico, sollevandoli, fino al 31 dicembre di quest’anno, da qualsiasi responsabilità in caso di gestione colposamente inefficiente delle risorse loro affidate”. Il presidente ha ricordato che nel 2020, prima della sua approvazione la Corte dei Conti ha recuperato più di 41 milioni di euro: “per il futuro il conto di tale spreco graverà interamente sulle spalle del contribuente”. “Del resto, se si pensa che il primo settore amministrativo al quale è stato pienamente applicato tale scudo erariale è stata la gestione commissariale dell’emergenza Covid, è lecito dubitare degli effetti positivi in termini di efficacia, efficienza ed economicità di una simile iniziativa normativa”, ha sottolineato Caso.

Il presidente dell’Associazione dei magistrati della Corte dei Conti ha spiegato che le cause della “paura della firma” da parte degli amministratori pubblici deriva principalmente da una legislazione caotica e farraginosa e la la sproporzione talvolta sussistente tra la retribuzione percepita e il rischio assunto. “Accogliendo l’invito rivoltoci dal Presidente Draghi nel giorno dell’inaugurazione dell’anno giudiziario – ha concluso Caso – i magistrati contabili sono pronti a contribuire alla soluzione di tali problemi, fornendo soluzioni idonee a favorire la corretta interpretazione delle norme e a salvaguardare il corretto equilibrio tra rischio professionale e responsabilità erariale”.

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