Corsa al controllo delle comunicazioni: lo Stato entra nella partita TIM

(Teleborsa) – Un “investimento di lungo periodo”. Così Cassa Depositi e Prestiti ha definito l’ingresso, deliberato ieri 5 aprile dal Consiglio di Amministrazione, nella compagine azionaria di TIM.

Dunque a breve l’ex Telecom Italia conterà tre azionisti “significativi”: Vivendi, che giusto ieri ha ha dichiarato una quota complessiva pari al 23,94% circa del capitale con diritto di voto; CDP, che procederà con la progressiva acquisizione di una partecipazione finanziaria di minoranza non superiore al 5% delle azioni ordinarie, e il fondo Elliott. Quest’ultimo possiede  una partecipazione del 5,740%, oltre che una serie di piani per “migliorare la governance e la performance societaria”, come spiegato a metà marzo dal fondo guidato da Paul Singer. 

Tra questi piani rientra la volontà di rivoluzionare il Consiglio di Amministrazione di TIM tramite revoca di sei amministratori (il Presidente Arnaud de Puyfontaine, Hervé Philippe, Frédéric Crépin – tre manager di Vivendi – Giuseppe Recchi, Félicité Herzog e Anna Jones) e la nomina di altrettanti amministratori indicati da Elliott (Fulvio Conti, Massimo Ferrari, Paola Giannotti De Ponti, Luigi Gubitosi, Dante Roscini e Rocco Sabelli).

A deliberare in merito sarà l’Assemblea degli azionisti convocata per il prossimo 24 aprile.

Ma la strategia di Elliott non ha incontrato il favore di Vivendi, secondo la quale quello di Elliott è un piano per “smantellare e destabilizzare la società”.

Il 22 marzo, dunque poco dopo la proposta di Elliott – datata 14 marzo – è giunta la notizia delle dimissioni di Giuseppe Recchi e dei consiglieri de Puyfontaine, Philippe, Crépin, Herzog, Jones, Antonini e Moretti. In quell’occasione il CdA ha deciso di convocare per il giorno 4 maggio 2018 un’Assemblea per procedere all’integrale rinnovo dell’organo consiliare.

Secondo Elliott, però, l’assise di inizio maggio non sarà necessaria se all’Assemblea del 24 aprile sarà approvata la propria proposta di reintegro del Board.

In questo bailamme è giunta dunque la (quasi) inattesa decisione di CDP di entrare nella partita. Con quale strategia non è al momento chiaro, ma il suo ruolo istituzionale suggerisce la possibilità che possa assumere il ruolo di “ago della bilancia” in un settore che la stessa Cassa ha definito “strategico” e di “primario interesse per il Paese”.

Quel che è chiaro, invece, è che il mercato sta apprezzando: solo ieri le azioni TIM hanno guadagnato in Borsa oltre cinque punti percentuali. La performance a 1 mese indica un +9,6%, quella a tre mesi un +8%.

Da rilevare che sempre ieri Vivendi ha depositato la lista di candidati da proporre all’Assemblea del 4 maggio chiamata, come detto, a rinnovare il CdA.

Tali candidati sono Amos Genish, Arnaud de Puyfontaine, Franco Bernabè, Marella Moretti, Frédéric Crepin, Michele Valensise, Giuseppina Capaldo, Anna Jones, Camilla Antonini e Stephane Roussel.

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