Coronavirus, Università: il piano di ripartenza degli Atenei

(Teleborsa) – Lezioni online fino alla fine del semestre e graduale riapertura a partire da settembre. Il Piano illustrato dal ministro dell’Università Gaetano Manfredi in audizione (da remoto) alla Commissione Cultura e Istruzione della Camera, presieduta da Luigi Gallo (M5S), prevede due fasi di ripartenza delle attività degli Atenei italiani.

La prima fase prevede il completamento di questo semestre, fino a luglio, con attività individuali in presenza solo per la ricerca mentre tutte le lezioni verranno svolte online. Da settembre si avrà, invece, – spiega il Ministro – un modello misto, “avviando attività in presenza con un modello molto flessibile, che possa essere adattato secondo le diverse realtà territoriali ma anche tenendo conto dell’affollamento dei diversi corsi di laurea”.

Per quanto riguarda le Facoltà di Medicina, l’obiettivo del Governo – ha affermato Manfredi – è aumentare la platea delle borse di specializzazione. La proposta è di inserire altre 5mila borse – che vanno a sommarsi alle attuali 9mila – per poter garantire un maggior numero di medici specializzati soprattutto nelle aree critiche. “I giovani messi in campo in questa situazione di emergenza – ha osservato il Ministro – hanno dimostrato grande professionalità testimoniando con concretezza la validità dei percorsi formativi”. Il titolare del dicastero dell’Università ha poi comunicato di aver firmato il primo decreto applicativo per Medicina e Chirurgia che consentirà agli Atenei, in accordo con la Conferenza rettori e i presidi delle facoltà di Medicina, di poter riconoscere le attività di tirocinio in questa fase ed evitare danni a chi non ha potuto terminare di svolgere tirocini.

Confermato, inoltre, il prolungamento dell’anno accademico che quest’anno durerà fino a giugno 2020. Allo studio anche misure di sostegno agli affitti per gli studenti fuori sede e in generale, per il diritto allo studio. Nell’attuale scenario risultano, comunque, ottime le performance dell’università online: sono oltre 26mila gli studenti che si sono laureati a distanza; le università nel giro di una settimana in media hanno organizzato lezioni da remoto; i corsi vengono seguiti da circa 1 milione e 200mila studenti, ovvero più dell’80% degli studenti universitari, con una frequenza aumentata, in alcuni casi, rispetto a quella che si aveva in aula. Gli esami a distanza si fanno già nel 95% degli Atenei e – fa sapere il Ministero – si punta ad aumentare la percentuale.

Sul fronte scuola difficile, invece, che gli studenti rientrino in aula entro il 18 maggio. “Sarebbe estremamente rischioso. Le scuole andrebbero riaperte comunque non prima di settembre perché gli istituti scolastici rappresentano un concentrato di soggetti a contatto tra loro e dove la distanza di sicurezza è difficilmente realizzabile”, ha osservato il virologo dell’Università di Milano Fabrizio Pregliasco.

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