Coronavirus, Tridico: pronti a erogare aiuti in due settimane

(Teleborsa) – “In due settimane saremo operativi per assicurare i 10 miliardi di aiuti stanziati dal Governo a 11 milioni di persone, tra lavoratori e famiglie. Uno sforzo immane che ricade sui 30 mila dipendenti dell’Inps per l’85% in smartworking, che ringrazio per il loro sacrificio e lavoro. L’Inps non è chiusa, l’Inps c’è”. Lo ha detto il Presidente dell’Istituto di previdenza, Pasquale Tridico, in un’intervista a La Repubblica in cui chiede “di restare a casa e di usare call center e canali telematici che abbiamo potenziato”.

Tridico fa quindi chiarezza sulle misure: “La cassa integrazione in deroga dipende dalle Regioni che ci mandano le liste dei lavoratori – spiega. Quanto al bonus babysitter stiamo semplificando le procedure. Le famiglie che non prendono il congedo si devono dotare di pin e password. Entrano nel sito Inps e richiedono un borsellino speciale, più agile del libretto famiglia esistente, dove in pochi giorni metteremo i 600 euro per retribuire le ore prestate”.

Per gli autonomi, prosegue, “stiamo pensando a una procedura altrettanto semplificata” mentre per la ripartizione delle risorse in base alle domande “i criteri ancora non li abbiamo definiti. All’Inps spetta un monitoraggio. Daremo 3 giorni a questi lavoratori – Partite IVA, collaboratori, artigiani, commercianti, stagionali, agricoli, spettacolo – per fare richiesta. E se le domande superano il tetto, sarà il Governo a valutare”.

In ogni caso, sottolinea Tridico, “dare precedenza a cassa integrazione, bonus babysitter e indennità ai lavoratori autonomi in questa crisi così grave non significa trascurare il resto. Anzi, anticipiamo – su richiesta del ministero del Lavoro – l’erogazione delle pensioni dall’1 aprile al 26 di marzo per consentire alle Poste di scaglionare per cognome i molti anziani che ancora ritirano i soldi e non creare affollamenti”.

Il decreto Cura-Italia, ha aggiunto Tridico, è “un bazooka necessario. Ma, se posso aggiungere una riflessione da economista, avrei preferito un Reddito di cittadinanza allargato a tutti, senza le condizionalità di quello esistente. Una sorta di basic income, un reddito di base”.

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