Coronavirus, situazione trasporti critica. De Micheli convoca tavolo al Mit

(Teleborsa) – Gli assembramenti su bus e metropolitane sono un problema serio che va risolto in fretta. Mentre l’Italia affronta la seconda ondata dell’epidemia il presidente del Consiglio Giuseppe Conte definisce la situazione dei trasporti pubblici “critica” ma, almeno per il momento, esclude l’ipotesi didattica a distanza.

Negli allegati al Dpcm viene confermata una capienza massima per il Tpl “non superiore all’80%” che però, fanno notare dal Cts, in molti casi si è già tradotta nel 100%. Per tale ragione gli scienziati avevano chiesto che si tornasse a un’occupazione del 50%, percentuale che, secondo l’Associazione delle aziende del Tpl (Asstra), lascerebbe però a piedi circa 275mila persone al giorno. Da qui lo scontro con le Regioni che in diversi casi hanno acconsentito a ridurre la capienza solo a fronte dell’introduzione della didattica a distanza per gli studenti delle superiori. “Non c’erano e non ci sono ora i presupposti. Per la scuola abbiamo fatto tanti sacrifici in termini di investimento di risorse e impegno per consentire ai ragazzi di tornare a scuola in condizioni di sicurezza e continueremo a farlo” ha riposto Conte.

In tale scenario una soluzione arriva dal Cts che, nell’ultima riunione con il ministro della Salute Roberto Speranza, ha ribadito “l’assoluta necessità” dei controlli su bus e metropolitane e ha rilanciato una serie di proposte fatte già a maggio, come orari di ingresso e uscita scaglionati per uffici e scuole superiori, apertura delle Ztl, ulteriore potenziamento dello smart working. Misure che consentirebbero di alleggerire la pressione sui mezzi pubblici e potrebbero essere introdotte dal Governo ben prima della scadenza del Dpcm fissata al 13 novembre. Tematiche che nelle prossime ore saranno sul tavolo convocato dal ministro delle infrastrutture e trasporti Paola De Micheli per fare un aggiornamento del monitoraggio periodico dei flussi dei passeggeri che utilizzano i mezzi pubblici, analizzare alcune situazioni problematiche riportate in questi giorni sui canali social, relative ad assembramenti a bordo dei mezzi e all’interno delle stazioni, e – insieme alle associazioni rappresentative delle aziende del Trasporto Pubblico Locale, ai rappresentanti della Conferenza delle Regioni, di Anci e di Upi – ipotizzare i primi interventi. “Non abbiamo ancora una proposta – dicono dalla commissione trasporti della Conferenza delle Regioni – per abbassare la capienza occorre incrementare le linee ma bisogna avere materialmente le risorse necessarie”. Le Regioni chiedono almeno 300 milioni e non è escluso che il tema finisca anche sul tavolo della Stato-Regioni in programma giovedì prossimo.

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