Coronavirus, scuola: per ECDC dalla chiusura più danni che benefici

(Teleborsa) – L’impatto negativo della chiusura delle scuole per limitare i contagi da Covid-19 su livello di salute fisica, mentale, educativa – ma anche economica – supera i benefici. È quanto sostenuto in un rapporto dal Centro europeo per il controllo delle malattie (ECDC), che per tale ragione consiglia di prevedere tale misure come ultima risorsa e per un periodo limitato di tempo.

Il rapporto non considera però l’impatto della variante inglese, su cui non si hanno ancora dati disponibili. Secondo lo studio, quindi, il ritorno a scuola osservato in estate in diversi Paesi, coinciso con il rilassamento di molte misure restrittive, non può essere considerato il motore del contagio nella seconda ondata a ottobre.

Una posizione che però in Italia non pare convincere tutti. Tra questi c’è anche il governatore della Campania, Vincenzo De Luca: “Sento che si parla della riapertura dell’anno scolastico il 7 gennaio, queste sono cose che mi fanno impazzire”. Per De Luca infatti è impossibile prevedere una riapertura il 7 gennaio senza la verifica dell’andamento dei contagi nei primi giorni dell’anno: “in Campania non apriamo tutto il 7”.

“Si devono valutare i dati – ha aggiunto – e l’idea di mandare a scuola il 50% degli studenti è un’idea che la Campania non condivide, valutiamo un passo alla volta il rientro, ma certamente non mandiamo in blocco il 50% a scuola”.

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