Coronavirus, parchi divertimento chiedono stato di crisi a Governo

(Teleborsa) – Luoghi che regalano divertimento e relax, investiti, come molti altri, da una serie di restrizioni per cercare di contenere l’emergenza Coronavirus che sta vivendo il nostro Paese, ormai da giorni. Il settore dei parchi divertimento e a tema chiede al Governo il riconoscimento dello stato di crisi. Con un comunicato, l’Associazione Parchi Permanenti Italiani (PPI), che raggruppa più di 230 parchi divertimento di carattere tematico, acquatico e faunistico, assicura l’adozione di tutte le misure straordinarie necessarie per fronteggiare l’emergenza legata alla diffusione del Coronavirus.

In ottemperanza alle ordinanze emanate dalle Regioni coinvolte, le realtà interessate hanno già sospeso tutte le attività in corso, si legge, mentre l’Associazione è al lavoro per coordinare le azioni da intraprendere nei parchi la cui apertura, prevista nel corso delle prossime settimane, dovrà essere posticipata.

“Abbiamo a cuore la salute dei nostri ospiti, bambini, ragazzi e adulti – ha dichiarato Giuseppe Ira, Presidente dell’Associazione del parco a tema Leolandia – per questo siamo perfettamente consci dell’emergenza e della necessità di adottare tutti i provvedimenti necessari a contenerla. E’ tuttavia indubbio che la sospensione delle attività in corso per i parchi già aperti, la proroga delle aperture per i parchi ancora chiusi e l’annullamento di tutte le gite scolastiche stanno già avendo delle conseguenze gravi su tutto il comparto, specialmente in un periodo decisivo come quello primaverile che, con la Pasqua, rappresenta un terzo del fatturato dell’intera stagione. Per questo abbiamo già chiesto il riconoscimento dello stato di crisi per l’intero settore, a prescindere dalla localizzazione dei singoli parchi”.

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