Coronavirus, Oms: “Da Italia misure aggressive”

(Teleborsa) – Le misure che l’Italia sta adottando per contenere l’epidemia da Covid-19 sono “aggressive” e potrebbero dare i primi risultati nei prossimi giorni, ma il rischio di una pandemia è sempre più alto.

Lo ha dichiarato il direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), Tedros Ghebreyesus, nella conferenza stampa quotidiana sulla diffusione del coronavirus.

L’Italia sta adottando misure aggressive e speriamo nei prossimi giorni di vedere i risultati”, ha detto Ghebreyesus, aggiungendo che a oggi, la “minaccia di una pandemia sta diventando molto reale” e che, in caso avvenisse, sarebbe la “prima pandemia che potrà essere controllata”.

L’Oms ha inoltre confermato il dato dei guariti in Cina fornito da fonti governative cinesi. “Dei circa 80.000 contagiati in Cina, oltre il 70% sono guariti e sono stati dimessi”, ha specificato il direttore generale dell’Oms.

Intanto, la situazione in Italia, e specialmente in Lombardia è in piena evoluzione. Sono infatti in tutto 5.469 i positivi al Coronavirus nella Regione, ovvero “1.280 più di ieri”, come ha dichiarato l’assessore al Welfare lombardo Giulio Gallera in diretta Facebook.

I ricoverati non in terapia intensiva sono 2.802 (585 più di ieri), 440 in terapia intensiva (+41), mentre i dimessi sono stati 646 ed è salito a 333 il numero dei decessi.

“Abbiamo bisogno di avere un sistema in grado di curare tutti, quelli che si ammalano di coronavirus e anche quelli che hanno un infarto, un ictus o un incidente”, ha aggiunto Gallera.

Abbiamo bisogno che il sistema rimanga solido, per questo abbiamo bisogno di contenere la diffusione del virus. Se cresce come in queste 2 settimane non saremo in grado per tempo di dare una risposta di qualità, ma se le persone rimangono al loro domicilio i risultati ci sono“, ha concluso, ricordando il successo della quarantena nel lodigiano dove, con la zona rossa, c’è stata “una netta riduzione delle persone che si ammalano con forte riduzione dei positivi”.

Le misure di contenimento contro il coronavirus potrebbero però essere solo all’inizio perché il picco dei contagi deve ancora arrivare, con una previsione teorica che lo indica a metà aprile in Lombardia, con ondate successive nelle altre regioni.

A dirlo il modello sviluppato per la pandemia influenzale del 2009 e applicato alla Covid-19 da Stefania Salmaso, l’epidemiologa che allora era a capo del Centro Nazionale di Epidemiologia, Sorveglianza e Promozione della Salute dell’Istituto superiore di sanità (Iss).

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