Coronavirus: oltre 9000 morti in Italia, 969 in un solo giorno

(Teleborsa) – Sono 66.414 (5.959 in più rispetto a ieri) le persone attualmente positive al coronavirus mentre sale a 86.498 il numero totale dei casi, comprese vittime e guariti. 10.950 i guariti (+589 rispetto a ieri) e 9.134 morti (969 in più di ieri, il numero più alto in solo giorno dall’inizio dell’epidemia). Questo il bollettino dell’emergenza aggiornato dalla Protezione civile nel corso del consueto punto stampa giornaliero.

Ancora assente Angelo Borrelli, ancora febbricitante, risultato comunque negativo al tampone. A fare il punto sull’emergenza il Commissario Domenico Arcuri. “Questa è una pandemia senza precedenti, stiamo gestendo tre questioni: cercare ovunque dispositivi e apparecchiature, cercare di farli arrivare dove servono prima possibile, lavorare senza sosta per rafforzare la filiera industriale per produzione autoctona” ha detto.

“Il picco si sta avvicinando ma non è ancora arrivato. Nonostante ci sia un’apparente riduzione della curva contagi, “non siamo in una fase calante, ma di rallentamento della crescita”, ha spiegato il Presidente ISS Brusaferro, aggiungendo che “ci sono realtà diverse nel Paese, la Lombardia e aree limitrofe con fortissima circolazione, mentre in altre aree c’è una circolazione ancora limitata, dove la sfida è fare in modo che quelle aree rosa non diventino rosse”.

Sull’importanza di mantenere, ora più che mai, le misure restrittive è intervenuto anche Franco Locatelli, Presidente del Consiglio Superiore di Sanità: “È fondamentale proprio perché osserviamo segnali chiari di efficacia delle misure di contenimento non flettere dalle medesime. Le misure di distanziamento sociale sono state assolutamente determinanti per contenere il problema specie nelle aree in cui non ha impattato così rilevante come in Lombardia e nelle aree limitrofe. Non dobbiamo mollare”.

Intanto, il Ministro per gli Affari regionali e le Autonomie, Francesco Boccia, lasciando la Protezione civile ha elogiato la grandissima adesione degli infermieri che, in egual misura dei medici volontari “stanno rispondendo in maniera generosa e straordinaria alla chiamata dello Stato. Per le 500 posizioni da infermieri volontari che andranno a comporre l’Unità infermieristica per il covid-19, sono arrivate nelle prime ora già 3.500 domande che, prosegue Boccia, stanno arrivando da tutte le regioni italiane, in particolare dal centro-sud. Grazie fin da ora da parte del Governo e delle regioni in difficoltà a tutto il mondo infermieristico italiano.

“Nelle zone con maggiori criticità il bisogno di operatori sanitari è sempre forte, per questo motivo abbiamo deciso di estendere la call fino alle 20 di domani per avere una riserva ampia di operatori volontari dalla quale attingere in ogni momento così come avvenuto con i medici. La task force di infermieri, coordinati dalla Protezione civile, raggiungeranno, dopo essersi sottoposti ai controlli sul coronavirus, i medici volontari arrivati ieri in Regione Lombardia e sul territorio di Piacenza”, ha concluso.

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