Coronavirus, netto calo dei malati. Iss: “Finalmente curva scende ma non è tana libera tutti”

(Teleborsa) – Netto calo di contagi conclamati di coronavirus in Italia dove nella giornata di martedì si sono avuti 880 nuovi casi, poco meno della metà rispetto ai 1.941 di lunedì, per un totale di 94.067 i malati e un numero di contagiati – comprese le vittime e i guariti – di 135.586.

Si tratta del dato più basso dal 10 marzo, come ha spiegato il commissario Angelo Borrelli nella consueta conferenza stampa alla Protezione Civile.

In calo anche il numero dei pazienti ricoverati in terapia intensiva, -106 in 24 ore, per un totale di 3.792. Di questi, 1.305 sono in Lombardia. Dei 94.067 malati complessivi, 28.718 sono poi ricoverati con sintomi – 258 in meno rispetto a ieri – e 61.557 sono quelli in isolamento domiciliare.

Diminuisce, anche se purtroppo di poco, il numero delle vittime da coronavirus, salite a un totale di 17.127, con un aumento rispetto a lunedì di 604: il giorno prima l’aumento era stato di 636.

Finora sono 24.392 le persone guarite in Italia dopo aver contratto il coronavirus, 1.555 in più in 24 ore: l’aumento dei guariti lunedì era stato di 1.022.

Frena il contagio anche in Lombardia, come ha detto l’assessore regionale al Welfare Giulio Gallera in conferenza stampa. Sono in tutto 52.325 i positivi (+791, numero inferiore rispetto ai 1089 del giorno precedente). In terapia intensiva i ricoverati sono 1.305, dunque 38 meno di ieri, i ricoverati non in terapia intensiva 11.833 (-81), mentre il numero dei morti sale a 9.484 (+282).

Finalmente sembra che si inizi a vedere una diminuzione di nuovi casi: nella curva epidemica, dopo una fase di plateau, sembra esserci una discesa, la curva tende a flettere in basso. Ma aspettiamo domani o dopodomani prima di tirare un sospiro di sollievo”, ha commentato l’epidemiologo Giovanni Rezza dell’Iss in conferenza stampa.

“Speriamo di assistere ad una flessione, ma bisogna sempre tenere a mente che il virus resterà nella popolazione, non è che arriviamo a zero tra una settimana o un mese e allora tana libera tutti“, ha sottolineato il direttore del dipartimento malattie infettive dell’Iss sottolineando che bisognerà ingaggiare con il virus una “dura lotta”.

Per quanto riguarda le raccomandazioni del Comitato tecnico scientifico e la conseguente decisione del governo sulla Fase 2, l’auspicio dell’epidemiologo è che questa “sia improntata alla massima cautela”.

Dobbiamo mantenere rigorosamente tutte le misure di distanziamento sociale – ha aggiunto – perché ogni rilassamento può significare una ripresa della circolazione“.

Sui testi sierologici, Rezza ha dichiarato che, al momento “non sono del tutto soddisfacenti” perché “l’affidabilità è ben lungi dal 100%”. L’epidemiologo ha poi spiegato che potrebbero esserci dei falsi positivi, evidenziando che i test danno “un’indicazione di massima. I risultati dei test sierologici vanno presi con cautela”.

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