Coronavirus, nel 2020 nei centri commerciali -30% di vendite

(Teleborsa) – Nel 2020 le attività presenti all’interno delle gallerie dei centri commerciali hanno registrato un calo nelle vendite pari al 30% rispetto al 2019. È quanto emerge da un’analisi dell’Osservatorio del Consiglio Nazionale dei Centri Commerciali, realizzata su un campione rappresentativo di centri commerciali associati (233 strutture per un totale di 8.534 negozi).


Secondo l’osservatorio, in assenza di sostegni specifici, si avranno “rilevanti e inevitabili conseguenze sull’occupazione, stimabili in una riduzione del 20% dell’attuale forza lavoro diretta e indiretta impegnata nei centri commerciali (pari ad almeno 100 mila lavoratori)”. Il CNCC ha definito “atteso e inevitabile” il dato negativo, “considerando che per ben 10 mesi, a partire da marzo 2020, il settore dei centri commerciali, dei parchi commerciali e dei factory outlet ha dovuto scontare chiusure totali o parziali, oltre al divieto di apertura nei week-end in alcune Regioni, che rientravano nei provvedimenti governativi emanati per contrastare l’emergenza Covid-19“. L’analisi confronta i due periodi (2020 vs 2019) includendo solamente i negozi che nell’ultimo anno sono rimasti aperti per almeno 10 mesi.

Segno meno per tutte le categorie merceologiche. La ristorazione segna la peggiore flessione pari a -45,8%, seguita da abbigliamento e calzature (circa -34,5%), attività di servizi (-33,9%), servizi sanitari e alla persona (-30,9%), cultura e tempo libero (-29,1%), beni per la casa (-15,9%) ed elettronica di consumo (-13,5%).

(Foto: Dimitris Vetsikas / Pixabay)

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