Coronavirus, maxi sequestro in Lombardia di 200mila mascherine “non a norma”

(Teleborsa) – Non manca chi si approfitta dell’emergenza coronavirus. Sequestrate dalla Guardia di Finanza in Lombardia 200mila mascherine risultate “non a norma” fornite dalla Protezione Civile agli ospedali della Regione e ritirate in quanto giudicate non idonee a proteggere gli operatori sanitari. Un serio danno alla macchina dei soccorsi in questo delicato momento di gravissima emergenza per contrastare il dilagare dei contagi, oltre a costituire un grave e ignobile comportamento di “qualcuno”.

Nella Regione “più colpita” dall’infezione c’è necessità, infatti, di 150mila mascherine al giorno per garantire adeguata protezione al personale degli ospedali e ai medici di medicina generale che operano sul territorio. Un fabbisogno equivalente a quanto le strutture sanitarie lombarde consumavano in un anno, prima dell’esplosione dell’epidemia recentemente dichiarata dall’Oms pandemia mondiale.

Purtroppo, nelle ultime ore, i controlli hanno accertato che anche altre forniture di mascherine non risultano idonee. Secondo quanto si è appreso, sempre Roma, la Guardia di Finanza ha sequestrato ulteriori 700 “confezioni” di materale di protezione sanitaria prodotte in modo per così dire artigianale da una sartoria nel quartiere Portuense. Come verificato dalle Fiamme Gialle, anche queste mascherine non risultato conformi alla normativa comunitaria e dunque privo del marchio CE. I controlli proseguono su tutto il territorio nazionale, anche per evitare speculazioni commerciali.

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