Coronavirus, l’OMS rivede il rischio a “elevato”: primo morto a Pechino

(Teleborsa) – L’Organizzazione mondiale della Sanità rivede il rischio globale del coronavirus 2019-nCoV a “elevato”, ammettendo che il “moderato” del precedente rapporto era stato un errore.

A dirlo è l‘ultimo bollettino dell’OMS che ha rilevato un rischio “molto alto in Cina, alto a livello regionale e alto a livello globale”. In una nota l’organismo Onu ha specificato che le comunicazioni dei giorni precedenti sul rischio moderato era state date per “errore”, come ha spiegato la portavoce Fadela Chaib

PRIMO MORTO A PECHINO – Nel frattempo, in Cina si registra il primo morto a Pechino e un aumento dei contagiati in tutto il Paese, a iniziare dalla zona di Wuhan, la città epicentro dell’epidemia.

La Commissione sanitaria municipale della Capitale ha specificato che la vittima, di 50 anni, si era recata a Wuhan l’8 gennaio. Dopo il rientro a Pechino il 15 gennaio, gli era stata diagnosticata la polmonite atipica il 22 gennaio. Oltre 80 i contagiati a Pechino, di cui 8 sono i nuovi casi registrati nelle ultime 24 ore.

Salgono così a 81 i morti accertati in Cinaper il coronavirus: l’ultimo bollettino ufficiale, fornito dalla tv statale Cctv, parla di 2.835 contagiati di cui 769 nuovi casi nelle ultime 24 ore.

LE PRIME IMMAGINI DEL CORONAVIRUS – Continuano intanto le iniziative delle autorità cinesi per fermare l’epidemia. Mentre proseguono i lavori per l’ospedale di Wuan e si conferma la quarantena per le città della regione, sono state pubblicate le immagini del coronavirus 2019-nCoV dal Centro cinese per i dati microbiologici (Nmdc) che fa capo ai Centri cinesi per il controllo delle malattie (China Cdc).

IL PRIMO CASO NON ERA STATO AL MERCATO DI WUHAN – Intanto, si cerca anche di ricostruire la catena dell’infezione. Secondo un articolo pubblicata sulla rivista The Lancet e segnalato dalla rivista Science sul suo sito, il primo caso di infezione da coronavirus 2019-nCoV risale al primo dicembre e la persona infettata non era stata al mercato ittico di Wuhan. Dei primi 41 casi esaminati dal gruppo di ricerca cinese guidato da Chaolin Huang, dell’ospedale Jin Yin-tan di Wuhan, 27 (pari al 66%) erano stati al mercato a partire dal 10 dicembre.

PRIMO CASO SOSPETTO IN AFRICA – Le ultime ore hanno visto anche il primo caso sospetto in Africa, continente che ha moltissimi rapporti con la Cina: le autorità della Costa d’Avorio stanno effettuando controlli per un sospetto contagio da coronavirus, uno studente ivoriano di rientro da Pechino.

TRUMP: “IN CONTATTO CON CINA” – Nel frattempo, dagli USA Donald Trump ha dichiarato la disponibilità degli Stati Uniti a cooperare con Pechino. “Siamo in strettissima comunicazione con la Cina sul virus. In USA sono stati riportati pochissimi casi ma vigiliamo fortemente. Abbiamo offerto alla Cina e al presidente Xi qualsiasi aiuto possa essere necessario. I nostri esperti sono straordinari”, ha twittato.

RIMPATRI DA WUAHN PER BERLINO E PARIGI – Dall’Europa sono invece Germania e Francia le prime nazioni ad organizzare il rimpatrio dei loro concittadini residenti a Wuhan e nella regione di Hubei.

Il rimpatrio dei francesi che desiderano lasciare la regione di Wuhan avverrà in settimana con mezzi aerei“, ha detto il ministro degli Esteri francese, Jean-Yves Le Drian, ricevendo al Quai d’Orsay la stampa diplomatica per la tradizionale cerimonia di auguri di inizio anno. “Stiamo identificando i francesi che hanno intenzione di essere rimpatriati – ha detto Le Drian prima di assentarsi dalla cerimonia per un colloquio telefonico con il suo omologo cinese – in settimana si farà il rimpatrio. Ovviamente, queste persone, all’arrivo in Francia, saranno poste in quarantena”, ha specificato.

Anche Berlino sta organizzando il rientro dei 19 i cittadini tedeschi che “vivono, lavorano o studiano” a Wuhan, come ha specificato la portavoce del ministero degli Esteri Maria Adebahr in conferenza stampa, aggiungendo che “ci sono tutti gli strumenti per “riconoscere eventuali casi di infezione, isolarli e trattarli”.

MASCHERINE SOLD OUT A ROMA – Psicosi invece a Roma, dove le mascherine sono esaurite in pochi giorni: Federfarma assicura che a breve saranno di nuovo disponibili e che non c’è alcun problema di scorte.

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