Coronavirus, l’aggravarsi dell’emergenza minaccia New York e il resto degli Usa

(Teleborsa) – Cresce la paura negli Stati Uniti e soprattutto a New York. Solo nello Stato della città dei grattacieli e della “Mela” i casi ufficiali di contagiati al coronavirus sono 52.318 con 7.328 persone ricoverate nei diversi ospedali del territorio. Il numero dei morti, sempre secondo le fonti ufficiali, è salito a 728, a fronte dai 519 di venerdì. Ma circola insistente la voce che si tratti di numeri comunicati per difetto, ovvero sensibilmente al di sotto di quelli reali. Nell’intero Paese i decessi supererebbero i 2000 e i casi di contagio finora accertati sarebbero 121.117, secondo le rilevazioni della prestigiosa Johns Hopkins University, inaugurata nel 1876.

I dati che riguardano New York sono in ogni caso quelli annunciati dal Governatore dello Stato, Andrew Cuomo, che ha anche annunciato il rinvio delle primarie per le presidenziali del prossimo novembre. Elezioni che, previste per il 28 aprile, saranno rinviate al 23 giugno.

La crescita dei casi di contagio è comunque in continuo aumento. Se il tasso proseguirà anche soltanto ai livelli attuali, in breve la situazione nell’area metropolitana di New York potrebbe diventare presto peggiore di quanto registrato a Wuhan, in Cina, e più grave di quanto sta accadendo ora da noi in Lombardia. Considerazioni, queste, riportate dal quotidiano The New York Times che tuttavia precisa: “Naturalmente non è certo che il trend continuerà a crescere ed è possibile che il distanziamento sociale rallenti o fermi la crescita di casi”.

Data la gravità della situazione, il Presidente Trump stava seriamente pensando alla messa in quarantena della città e dell’intero stato. Compresi i confinanti New Jersey e Connecticut. Ma sulla questione è scoppiato uno scontro aperto tra Trump e Cuomo. “Molti vorrebbero New York in quarantena perché è l’hotspot – aveva dichiarato il capo della Casa Bianca – e ci sto pensando. Potrebbe essere una quarantena breve, due settimane, e considero la possibilità di restrizioni ai viaggi da e per New York, New Jersey e Connecticut”. Il Governatore Cuomo non è invece mai stato di questo parere. “Non ne abbiamo parlato”, ha immediatamente tagliato corto con i giornalisti sull’argomento.

Il Governatore, in una intervista alla emittente televisiva CNN, ha subito dopo dichiarato che di chiusura della metropolitana come aveva ipotizzato il Presidente “non se ne parla affatto, scatenerebbe il caos e metterla in atto equivarrebbe a una dichiarazione di guerra interna”. Passa qualche ora, ed ecco la marcia indietro di Trump che annuncia la rinuncia alla quarantena per i tre Stati.

Nel frattempo, la nave ospedale della Marina Americana “Sealift Commands USNS Comfort”, vero e proprio palazzo di 10 piani lungo 272 metri e tecnologicamente all’avanguardia, è in navigazione da Norfolk, in Virginia, per New York. Il suo arrivo è previsto per lunedì 30 marzo. La disponibilità a bordo è di mille posti letto. Martedì scorso il Segretario alla Difesa, Mark Esper, aveva detto ai giornalisti che le navi ospedaliere non sono attrezzate per gestire i pazienti con malattie infettive ma che potrebbero fornire assistenza alle vittime di traumi, consentendo più letti negli ospedali per quelli con il coronavirus.

“Lo stato di New York avrà presto un disperato bisogno di letti ospedalieri e ventilatori e potrebbe aver bisogno di oltre 12 volte la capacità di terapia intensiva esistente”, aveva sottolineato giorni fa Cuomo. Il Governatore di NY di questo contributo offerto dalla nave ospedale ha confermato di averne parlato col Presidente, ma precisando ancora una volta che l’aspetto di una possibile quarantena a New York non è stato proprio affrontato. “Non ho parlato con lui di alcuna quarantena – ha ribadito visibilmente infastidito – non abbiamo avuto questa conversazione. Non so nemmeno cosa significhi”.

Trump ha intanto firmato un decreto per il richiamo di un milione di militari riservisti dell’esercito, della marina, dell’aeronautica e della Guardia Costiera per far fronte appunto all’emergenza coronavirus. I Ministri della Difesa e della Sicurezza Nazionale sono stati così autorizzati a richiamare singoli individui o divisioni in servizio per non più di 24 mesi consecutivi. “Decideremo lunedì o martedì le linee guida per un possibile allentamento del distanziamento sociale – ha dichiarato Donald Trump – e stabiliremo quando sarà sicuro che gli studenti potranno tornare a scuola”. E per fronteggiare l’emergenza, il Presidente degli Usa ha imposto alla General Motors di convertire i suoi impianti per costruire respiratori. Mentre la Food and Drug Administration degli Stati Uniti ha autorizzato l’uso di un nuovo test diagnostico per il Covid-19 che fornisce il risultato il 15 minuti.

(Foto: Photo: US Navy)

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