Coronavirus, Istat conferma impatto su economia “profondo ed esteso”

(Teleborsa) – “Lo scenario economico internazionale, a causa del perdurare della pandemia di COVID-19 e delle relative misure di contenimento, continua a essere eccezionalmente negativo“. È quanto sottolineato dall‘Istat in apertura della sua consueta nota mensile sull’economia.

Come rileva l’Istituto di Statistica, l’impatto del COVID-19 sull’economia italiana è profondo ed esteso. La stima preliminare del PILl riferita al primo trimestre ha fornito una prima quantificazione degli effetti della crisi sull’economia: la caduta dell’attività economica rispetto al trimestre precedente è stata pari al 4,7% mentre la variazione acquisita per il 2020 è del -4,9%.

A marzo, le misure di contenimento dell’epidemia in Italia e nei principali paesi partner commerciali hanno avuto effetti negativi sugli scambi con l’estero del Paese. Le vendite al dettaglio hanno registrato un crollo per i beni non alimentari, in presenza di un deciso aumento del commercio elettronico. Gli impatti dell’emergenza sanitaria sui prezzi vedono prevalere al momento gli effetti deflazionistici legati al contenimento della domanda. Frenata dai ribassi degli energetici, l’inflazione in Italia è risultata nulla, riducendo tuttavia il differenziale negativo con l’area dell’euro.

Nel corso del mese di aprile, l’indice del social mood sull’economia ha mostrato un ulteriore peggioramento delle percezioni giornaliere sull’andamento dell’economia, con marginali segnali di inversione di tendenza a fine mese.

Il focus di questo mese è centrato sugli effetti del Covid-19 sul commercio con l’estero. Come ha rilevato l’Istat la chiusura delle attività ha penalizzato soprattutto le imprese esportatrici: quelle che operano in settori che sono stati sospesi tra il 25 marzo e il 3 maggio producono, infatti, il 66,6% dell’export complessivo, realizzando all’estero il 41,3% del fatturato, contro il 26,21% di quello delle imprese operanti nei settori che sono rimasti aperti.

In particolare, secondo l’analisi dell’Istituto di Statistica, l’impatto della caduta dell’economia internazionale sul settore manifatturiero italiano è quantificabile in una flessione del 3,4% su base annua del valore aggiunto manifatturiero italiano, di cui 0,5 punti percentuali dovuti alla contrazione dell’economia tedesca, 1,0 p.p. alla diminuzione prevista per il resto dell’area euro, 1,9 p.p. alla flessione della domanda del resto del mondo.

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