Coronavirus, Intesa San Paolo: “Frena crescita globale”

(Teleborsa) – Scendono le previsioni di crescita del Pil della Cina da un precedente 5,8% a 5,4% per il 2020 nello scenario di base. A prevedere, per l’economia cinese, una temporanea frenata dei consumi privati e degli investimenti dal lato della domanda, nonché dell’attività manifatturiera e dei servizi dal lato dell’offerta, è un’analisi della Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo che stima gli effetti
dell’epidemia del Nuovo Coronavirus (2019-nCov), esplosa in queste settimane.

Secondo lo Studio le misure di restrizione alla mobilità e il blocco della produzione in diversi distretti industriali rendono ragionevole attendersi un impatto sull’economia superiore a quello registrato nell’anno della Sars. Ipotizzando un picco dei contagi nel primo trimestre dell’anno e uno shock all’economia originato da un netto rallentamento di consumi privati e investimenti, seguito da un recupero nei trimestri successivi, gli effetti di rallentamento dell’economia appaiono sensibili ma transitori e confinati, per lo più, al primo trimestre. Tuttavia, qualora il numero dei contagiati continuasse a salire e le misure di prevenzione si prolungassero anche nel secondo trimestre, ritardando la ripresa, – per Intesa Sanpaolo – la crescita annua potrebbe risultare in rallentamento fino al 4,9%.

Nel confronto con quanto accadde durante l’epidemia della Sars – che dilagò in Cina tra la fine del 2002 e la prima metà del 2003 – la Direzione Studi e Ricerche dell’Istituto stima il nuovo Coronavirus per ora meno pericoloso ma molto più contagioso: il tasso di mortalità tra i contagiati è stato infatti intorno al 2,2%, rispetto al 6,5% della Sars al picco della diffusione, ma si sta diffondendo più velocemente, per ora principalmente in Cina. Ne derivano rischi nello scenario di base al ribasso sia per la Cina sia per il resto del mondo, considerato il grado di integrazione economica e finanziaria tra i paesi, molto più elevato rispetto al 2003. A questo si aggiunge l’effetto del calo della fiducia di consumatori e investitori e il riflesso sui mercati, che potrebbe essere più duraturo a seconda dell’evoluzione della pandemia.

Tra i rischi più rilevanti per il Paese figurano i possibili fallimenti delle imprese cinesi e il conseguente aumento dei licenziamenti. Ciò, nel contesto di un mercato del lavoro che già in precedenza mostrava segnali di deterioramento, potrebbe, infatti, alimentare disordini sociali.

Per far fronte a tale scenario la Direzione Studi e Ricerche si attende che le Autorità siano orientate a varare un mirato stimolo fiscale in aggiunta a un moderato allentamento monetario. Il target di crescita, già atteso intorno al 6% per il 2020 rispetto all’intervallo 6.0-6,5% del 2019, potrebbe in ogni caso essere rivisto ulteriormente al ribasso quando verrà ufficialmente presentato alla riunione plenaria annuale del Parlamento, attesa verosimilmente dal 5 marzo.

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