Coronavirus in Italia, quali Regioni cambiano colore?

(Teleborsa) – Cambia ancora l’Italia dei colori. Come anticipato – e confermato dal Ministro della Salute Roberto Speranza nella conferenza stampa con il Premier Mario Draghi nel primo pomeriggio di oggi- è il Lazio l’unica regione a passare dalla zona rossa a quella arancione che, dunque, raggiunge la provincia autonoma di Bolzano, Liguria, Umbria, Abruzzo, Molise, Sardegna, Basilicata, e Sicilia.

In zona rossa passano invece Calabria, Toscana e Val le D’Aosta che si aggiungono a provincia autonoma di Trento, Lombardia, Piemonte, Friuli-Venezia Giulia, Emilia-Romagna, Marche, Puglia (dove la Regione ha varato norme ulteriormente restrittive, che fanno parlare di “rosso rafforzato”), Veneto e Campania

Sono 23.987 i nuovi contagi in 24 ore nel nostro Paese, a fronte di 354.982 tamponi, tra antigenici e molecolari con il tasso di positività che resta stabile al 6,8%. Ancora alto il numero delle vittime, 457 che portano il totale da inizio pandemia a 107.256. Questi i numeri del bollettino di oggi, venerdì 26 marzo, diffuso dal Ministero della Salute.

“C’è un rallentamento della crescita della curva epidemica in Italia e oggi vediamo i primi segnali di stabilizzazione”. Lo ha dichiarato il Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, Silvio Brusaferro, nel corso della consueta conferenza stampa organizzata dal Ministero della Salute, sull’analisi dei dati del monitoraggio settimanale della Cabina di regia sottolineando che dal nuovo monitoraggio settimanale emerge una “riduzione della trasmissibilità con Rt”. L’Rt nazionale è sceso a 1,08 ma “comunque rimane sopra 1 e ciò significa che comunque il virus tende ad espandersi. Bisogna dunque mantenere le misure”.

“Il combinato di vaccini e bella stagione – ha aggiunto – ci fa sperare che la circolazione del virus possa essere ridotta e che man mano che si riporta a livelli più controllabili, possiamo adottare misure di rilassamento per recuperare maggiori spazi di libertà. Mantenendo le misure e investendo moltissimo sulle vaccinazioni, possiamo guardare con fiducia all’estate”.

Anche il direttore generale della Prevenzione del ministero della Salute Gianni Rezza ha sottolineato che assistiamo a una “prima inversione di tendenza che è conseguenza degli effetti delle misure prese nelle scorse settimane”.

Intanto, l’Organizzazione mondiale della Sanità fa appello affinchè siano donate dieci milioni di vaccini al sistema Covax, per aiutare i Paesi poveri nella lotta contro la pandemia Covid. “Non è molto ma almeno è un inizio”, ha detto il capo dell’OMS, Tedros Adhanom Ghebreyesus.

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