Coronavirus in Italia, cresce tasso positività. ONU insiste su piano globale vaccini

(Teleborsa) – Sono 9.630 i nuovi casi di Coronavirus registrati in Italia nelle ultime 24 ore, a fronte di 170.672 tamponi effettuati, tra molecolari e antigenici con il tasso di positività che sale al 5,6% dal 5,4% di ieri. I morti sono 274, i guariti sono 10.335. Aumentano sia i ricoveri nei reparti Covid (+351) che in terapia intensiva (+24). Questi i dati del bollettino quotidiano di oggi, lunedì 22 febbraio diffusi dal ministero della Salute stando al quale la Regione in cui si registrano più casi è l’Emilia-Romagna.

Al via, intanto, il primo marzo la campagna di screening che consente agli studenti della Sapienza la possibilità di sottoporsi gratuitamente a tamponi molecolari per la diagnosi di Covid. L’iniziativa è stata messa in campo con l’inizio del secondo semestre dell’anno accademico 2020-2021, e coincide con un maggior numero di studenti che frequenteranno lezioni in presenza.

Il Regno Unito, nel frattempo, ha annunciato un piano di uscita graduale dal lockdown duro in cui si trova ora. Ad annunciarlo il premier britannico Boris Johnson che ha spiegato che si tratta di quattro tappe che il Paese affronterà nelle prossime settimane fino a giungo. La prima sarà la riapertura delle scuole l’8 marzo e qualche limitatissimo allentamento delle restrizioni sociali fra l’8 e il 29, quindi alleggerimenti più estesi il 12 aprile e il 17 maggio, infine ci sarà un previsto superamento generale delle misure il 21 giugno. Indicate inoltre quattro condizioni sul contenimento della pandemia e della varianti che andranno verificate prima di ogni tappa affinché “i cambiamenti siano irreversibili”.

Il segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, nel suo intervento alla Conferenza interparlamentare sulla stabilità, il coordinamento economico e la governance nell’Ue, ha fatto appello a un “piano globale di vaccinazione per mettere assieme tutti coloro che hanno potere e capacità per fare in modo che tutti abbiano il vaccino”.
“Dobbiamo iniziare a pensare alle vaccinazioni anti-Covid. Sarebbe inaccettabile pensare che solo 10 Paesi rappresentino il 75% delle vaccinazioni nel mondo come oggi avviene. Non solo è iniquo ma è anche pericoloso”, ha detto.

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