Coronavirus, il Governo si studia la stretta anti-movida: ipotesi stop asporto nei bar dopo le 18

(Teleborsa) – Manca ancora l’ufficialità ma il Governo sembra pronto a una nuova stretta sulle misure anti contagio, soprattutto per evitare assembramenti fuori dai locali. Secondo alcune ipotesi emerse dall’incontro del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, con i capodelegazione, infatti, il Governo è intenzionato a fissare regole più ferree per i bar che non solo saranno costretti a chiudere alle 18 ma anche ad interrompere i servizi da asporto.

Una misura “anti-movida” che verrà presentata ai governatori delle Regioni oggi dal ministro della Salute, Roberto Speranza, e dal ministro per gli Affari Regionali, Francesco Boccia, insieme ad altre misure elaborate ad hoc per ridisegnare il sistema delle fasce regionali.

Tra queste c’è anche lo stop agli spostamenti anche tra Regioni in fascia gialla e l’introduzione di una zona bianca in cui poter riaprire cinema, teatri, sale da concerto, palestre e piscine, anche se al momento non c’è alcuna Regione in grado di rispettare i requisiti necessari per entrarvi. Si discute, inoltre, della possibilità di introdurre standard meno elevati per entrare in zona rossa: nonostante la volontà di Palazzo Chigi al momento è compatto il fronte delle Regioni, restio a individuare soglie più facili da raggiungere per finire in lockdown.

La proposta è quella di far scattare automaticamente la zona rossa nel caso si superasse il limite dei 250 contagiati per 100mila abitanti. Con questa soglia al momento rientrerebbe in zona rossa solamente il Veneto (453,31 casi ogni 100mila abitanti), mentre di poco fuori risulterebbe essere l’Emilia Romagna (242,44 casi ogni 100mila abitanti).

Le nuove regole dovrebbero entrare in vigore a partire dal 16 gennaio. C’è ancora incertezza in merito alla durata: le ipotesi in campo sono quelle che vanno dal mese al trimestre – il Governo sembra che spinga per il 30 aprile – ma se ne saprà di più solo dopo il passaggio del Ministro Speranza in Parlamento e la riunione del Consiglio dei Ministri. La firma al provvedimento – si discute anche della natura di questo, DPCM o decreto legge in grado di prorogare le misure prese finora, compreso lo stato di emergenza – dovrebbe comunque arrivare nella giornata di mercoledì 13 se non ci saranno intoppi.

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