Coronavirus, crescono contagi soprattutto in Lombardia: saliti a 6.387

(Teleborsa) – Continuano, purtroppo, a crescere i numeri del Coronavirus in Italia: sono 6.387 i contagiati, con un incremento di 1.326 persone rispetto a ieri, e 366 i morti. Il nuovo dato è stato fornito dal Commissario Angelo Borrelli nella conferenza stampa alla Protezione Civile. I guariti sono, invece, 622.

Lombardia, “bollettino impressionante” – La regione in cui si registra il maggior numero di casi resta la Lombardia, nella quale l’asssessore al Welfare Giulio Gallera ha parlato di “bollettino impressionante”, spiegando in diretta Facebook che sono 4.189 i contagiati in regione, (in aumento di 769 unità), 267 i deceduti (+113), 2.217 i ricoverati non in terapia intensiva (+556), 399 quelli in terapia intensiva (il 65% di cui ha più di 65 anni), 756 in isolamento domiciliare, 550 i dimessi. “L’unica arma che abbiamo contro il contagio è rimanere a casa“, ha ribadito.

Brusaferro: “Non ci sono persone immuni” – Situazione critica in Lombardia, ma non solo. L’allerta resta altissima in tutto lo Stivale. Non c’è una parte d’Italia completamente immune, ci sono parti d’Italia dove al momento il virus circola meno. Dipende dai nostri comportamenti quanto circolera’”, ha detto il Presidente dell’Iss Silvio Brusaferro in conferenza stampa ribadendo l’importanza delle “misure di distanziamento sociale”.

Intanto, nella tarda notte di ieri è arrivato il decreto “duplice” che contiene sia i provvedimenti per contenere la diffusione del coronavirus nella cosiddetta “zona arancione” – allargata alla Lombardia e ad altre 14 province (Modena, Parma, Piacenza, Reggio Emilia, Rimini, Pesaro e Urbino, Alessandria, Asti, Novara, Verbano Cusio Ossola, Vercelli, Padova, Treviso e Venezia) dove i contagi sono maggiori – sia quelli validi su tutto il territorio nazionale. Proprio in queste ore, confusione e dubbi interpretativi rispetto alle restrizioni hanno spinto i Governatori delle zone interessate dalle misure a invocare maggior chiarezza.

FUGA VERSO IL SUD – Sempre ieri, dopo che erano iniziate a circolare voci sulle restrizioni, è scattata una “folle” fuga verso il Sud e centinaia di persone hanno preso d’assalto la stazione centrale di Milano e quella di Porta Garibaldi da dove, pochi minuti prima delle 23, è partito l’ultimo treno verso il Sud. Gente ammassata in ogni angolo disponibile, persino in terra, a distanza ravvicinata: così l‘Intercity797 proveniente da Torino Porta Nuova ha lasciato il Nord. Poi lo stop: il treno è rimasto fermo per circa un’ora all’altezza di Villa Literno in provincia di Caserta mentre la Polizia Ferroviaria acquisiva i documenti dei viaggiatori, che saranno segnalati alle Asl competenti per il periodo di quarantena domiciliare di 14 giorni obbligatoria nelle proprie abitazioni.

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