Coronavirus, cosa cambia con la nuova autocertificazione

(Teleborsa) – Nuovo decreto, nuova autocertificazione. Alla luce del del decreto legge 25 marzo 2020 n.19, pubblicato ieri in Gazzetta Ufficiale, sul sito del ministero dell’Interno, come annunciato dal capo della Polizia Franco Gabrielli, è apparso anche un nuovo modulo per gli spostamenti.

“Stiamo editando l’ennesima autocertificazione che, in qualche modo, come succede ormai ai tempi del web, è stata oggetto di qualche ironia. Non lo facciamo perché non sappiamo cosa fare o non fare, ma lo facciamo perché chiaramente cambiano le disposizioni e dobbiamo aggiornarle” aveva spiegato, ieri, Gabrielli sottolineando che fino al 24 di marzo sono state controllate “oltre due milioni e mezzo di persone” e rilevati “centodiecimila comportamenti non corretti”.

Diverse le modifiche rispetto alla versione precedente. Nel quesito dove il cittadino dichiara di non essere sottoposto alla misura della quarantena e di non essere risultato positivo al Covid-19, si aggiunge la frase: “fatti salvi gli spostamenti disposti dalle Autorità sanitarie”. Il cittadino deve poi dichiarare di essere a conoscenza, oltre che dei divieti disposti dal decreto 19, anche delle “ulteriori limitazioni disposte con provvedimenti del Presidente della Regione” sottoscrivendo che lo spostamento rientra in uno dei casi consentiti dai medesimi provvedimenti. Il dichiarante deve inoltre essere a conoscenza delle sanzioni previste dall’art. 4 del decreto 19 ovvero il pagamento di una somma da 400 a 3mila euro, aumentata fino a un terzo se il mancato rispetto delle misure avviene mediante l’utilizzo di un veicolo.

Tra gli spostamenti consentiti per situazioni di necessità vengono indicati quelli “all’interno dello stesso comune o che rivestono carattere di quotidianità o che, comunque, siano effettuati abitualmente in ragione della brevità delle distanze da percorrere”. Al cittadino è, poi, richiesto di specificare ulteriormente, di suo pugno, la motivazione dello spostamento la persona deve specificarla nel modulo.

Per semplificare la procedura e l’aggiornamento dell’autocertificazione la soluzione proposta da Federica De Luca, ricercatrice dell’Istituto Nazionale per l’Analisi delle Politiche Pubbliche (Inapp), da GTechnology e da Around Culture, è quella di un’App. “Se questo processo di autocertificazione fosse informatizzato, le autorità – spiegano i promotori del progetto in una nota – avrebbero a disposizione tutti i dati necessari in tempo reale, sia di flusso che di stock, velocizzando gli accertamenti e il monitoraggio degli spostamenti per limitare il contagio. I cittadini che si autocertificassero su una piattaforma istituzionale, a loro volta, si sentirebbero maggiormente tutelati e agevolati nelle procedure grazie ad un semplice touch”

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