Coronavirus, Confimprese-EY: “Forte impatto su consumi I trimestre 2020”

(Teleborsa) – “I grandi cambiamenti causati dal Covid-19 alla libertà di spostamento e agli stili di vita, uniti alle restrizioni imposte alle attività commerciali, hanno avuto un impatto significativo sui modelli di consumo e sui livelli di vendita degli operatori“. È quanto rileva
l‘Osservatorio permanente sull’andamento dei consumi nei settori abbigliamento e accessori, food&beverage (ristorazione servita, quick service e bar) e non food (retail cosmetica, arredamento, servizi, cultura), avviato dal Centro studi Confimprese in partnership con EY. Lo studio ha analizzato 623 aree commerciali (centri commerciali, outlet, high street e travel) e, attualmente, sono monitorate 45 insegne e oltre 4.400 punti vendita che consolidano informazioni su 20 regioni, 111 province e 865 comuni.

Su base geografica lo studio evidenzia un calo abbastanza simile nelle 4 macro-aree e in tutte le regioni italiane, calo che si pensa sarà destinato a persistere date le nuove disposizioni del Governo. Il Nord-ovest registra un -81%, trainato in particolare dalla Lombardia (-83%) e dalle province più colpite dal virus: Milano (-83%), Monza Brianza, Bergamo e Brescia (-85%). Variabili tra -75 e -80% i trend delle altre grandi province italiane. Da inizio anno le vendite si sono ridotte di oltre il 30% per Bergamo e Monza Brianza, mentre risultati un po’ meno penalizzanti si registrano nel sud Italia con Napoli a -18% e Palermo a -20% per cento. Si tratta di andamenti differenziali di oltre dieci punti percentuali, in parte guidati da migliori trend del Sud rispetto al resto della Penisola a gennaio e febbraio.

I dati dei trend per canale di vendita, tutti fortemente negativi, sono coerenti – si legge nel Rapporto – con l’evoluzione delle disposizioni governative e l’atteggiamento dei consumatori. Il travel (aeroporti, stazioni) mostra il trend peggiore nel mese di marzo con il -86% e anche sul trimestre (-30%), penalizzato da febbraio (-8% il mese) dalle restrizioni sui trasporti che già avevano bloccato i voli dalla Cina dal primo febbraio. In sequenza i centri commerciali e gli outlet con il calo dell’82% e dell’83% a testimoniare una minore mobilità per lo shopping dei consumatori. Dati leggermente migliori per le vendite nelle zone dello shopping delle città principali (-79%), mentre i negozi nei comuni più piccoli e in periferia mostrano una maggior resistenza con un -76% a fronte del -26% sul trimestre, impattati anche dal bimestre gennaio-febbraio negativo.

“Il primo trimestre 2020 – spiega Mario Maiocchi, consigliere delegato Confimprese – si chiude con una flessione del 26% a totale mercato. Pur con una partenza positiva in gennaio al +1.3%, da fine febbraio in relazione al clima di incertezza e all’evoluzione dell’epidemia si è cominciato a registrare un rallentamento, che ha portato il totale mese a -2,9%, peggiorato all’inizio di marzo, in cui le vendite sono diminuite del -40% già prima del decreto ‘Io resto a casa’ dell’11 marzo. Il conseguente blocco delle attività e degli spostamenti ha fatto sì che marzo si sia assestato al -79% con fatturati azzerati nella seconda parte del mese”.

“Il crollo di marzo – commenta Paolo Lobetti Bodoni, Business Consulting Leader Italy, EY – ha interessato in maniera differenziata i settori con abbigliamento e accessori che registrano il trend peggiore (-82%), seguito da food&beverage (-78%) e non food (-74%). Questi trend sono legati in parte al fatto che alcuni operatori hanno potuto continuare le attività con un minimo di operatività durante il lockdown, oltre che ad un orientamento del consumatore verso l’acquisto di beni di più immediata necessità. Prepararsi da subito per la fase 2 diventa fondamentale. Per guidare le vendite sarà necessario pensare a nuove modalità di interazione del consumatore con il canale fisico e online, come l’organizzazione di punti vendita, e-commerce e food delivery. Il canale digitale si conferma quindi un elemento fondamentale per continuare a sostenere il business e la customer relationship”.

Se già nella prima fase dell’emergenza l’online ha avuto davanti a sé una strada libera da intralci, sembra che anche per quelle successive possa continuare a mantenere un livello alto nelle abitudini di acquisto dei consumatori. “Resta da capire – conclude Maiocchi – cosa ci si possa aspettare nella fase 2 del post- emergenza sia per verificare gli impatti di Covid-19 sui livelli di fatturato sia, soprattutto, per identificare i cambiamenti nei modelli di consumo e le opportunità di business accanto alle ovvie criticità. Ci troveremo a fare i conti con un mercato sostanzialmente diverso e solo gli operatori che sapranno cogliere rapidamente e cavalcare i cambiamenti potranno uscire indenni, ove non anche rafforzati, da questa crisi. Per cogliere appieno tali opportunità, saranno necessari investimenti su cui si auspica un concreto supporto da parte del governo”.

CLASSIFICA REGIONALE –
Nella top 5 delle regioni con il peggiore andamento la Lombardia ha registrato il peggior trend nel mese di marzo (-83%), seguita da Toscana (-80,9%), Emilia-Romagna (-80,5%), Veneto (-80%) e Campania (-79,7%). Scorrendo la classifica seguono, poi, Liguria (-78,2%), Abruzzo (-77,8%), Lazio (-77,7%), Sardegna (-77,7%), Piemonte (-77,4%), Puglia (-77,4%), Friuli-Venezia Giulia (-75,7%), Sicilia (-75,2%), Calabria (-74,2%), Umbria (-71,9%), e Marche (-69,2%). Il trend del primo trimestre vede sempre la Lombardia prima in classifica per maggior calo delle vendite rispetto allo stesso periodo 2019, seguono Toscana, Emilia-Romagna, Veneto, Piemonte.

Lombardia. Rispetto alle altre regioni in Lombardia si registra il trend peggiore (-82,8%), guidato in particolare dalle province di Brescia, Bergamo e Mantova (-85%), mentre Monza Brianza perde l’84% e Milano l’83 per cento. Il primo trimestre si è chiuso a livello italiano con una flessione del 26% e anche in questo caso la Lombardia fa segnare il trend peggiore tra le regioni italiane con un -29,2 per cento. Particolarmente colpite sono le province che per prime hanno subito i primi contagi, oltre a Bergamo (-31%), significative: Pavia (-34%), Cremona (-33%), Lodi (-32%). Anche Monza Brianza fa segnare un trend negativo di oltre il 30% e pari al -32%. Guardando alle principali città della regione, Milano ha registrato un calo dell’84% nel mese di marzo e -29% nel trimestre, Bergamo segna un trend negativo dell’88% a marzo mentre Brescia perde l’84%.

Veneto. In Veneto il trend di vendite è stato leggermente peggiore del dato italiano con -80% sul mese di marzo e con -27,6% sul primo trimestre. Trend peggiori della media italiana si registrano nella provincia di Venezia e Padova (-83%), che vedono anche un dato sotto media sul trimestre con rispettivamente -29% e -28 per cento. Venezia e Padova registrano -83% nel mese di marzo, Verona città riporta un -76 per cento.

Emilia-Romagna.
In Emilia-Romagna il trend di vendite è peggiore rispetto al dato italiano e pari al -80,5% sul mese e -27,6% sul trimestre. La provincia con il trend peggiore è Modena (-82% nel mese di marzo) mentre la provincia di Bologna ha registrato un calo del 79%. A livello trimestrale la provincia di Forlì-Cesena registra il trend peggiore perdendo il 30% rispetto al primo trimestre del 2019, seguita da Modena con il -29%, Bologna con il -26%, e Parma -25%. La città di Bologna riporta un dato vicino alla media italiano con un calo del 79% nel mese di marzo e peggiore nel trimestre col -28%.

Piemonte. In Piemonte il trend di vendite è stato leggermente migliore del dato italiano pari al -77,4% sul mese e -25,5% sul trimestre (-25,8% a livello italiano). La provincia con il trend peggiore è stata Alessandria (-81% in marzo), mentre la provincia di Torino ha registrato un calo del -79 per cento. A livello trimestrale Torino perde il 28%, le altre province hanno un trend leggermente migliore registrando -21% Novara e -24% Alessandria. La città di Torino riporta un dato vicino alla media italiana con un calo del -78% nel mese di marzo e del -25% nel trimestre.

Campania. In Campania il trend registrato è molto simile a quello italiano, con -79,7% sul mese di marzo ma leggermente migliore nel trimestre con -21,9%, grazie a una migliore performance di gennaio e febbraio. A livello provinciale Caserta (-82%) e Salerno (-80%) vanno peggio di Napoli (-78%), che con la sua provincia registra anche il dato meno negativo del trimestre con -19 per cento. Ed è la città di Napoli che registra anche il trend migliore tra le grandi città italiane con -72% sul mese di marzo 2020 e -12% sul trimestre rispetto al 2019.

Lazio. Nel Lazio il trend è stato leggermente migliore del dato italiano con -77,7% sul mese di marzo e anche migliore nel trimestre con il -24,8% rispetto a un dato nazionale del -25,8 per cento. A livello provinciale Roma (-78%) fa meglio di Latina (-79%) sul mese, ma sul trimestre hanno un trend simile pari al -25 per cento. La città di Roma fa registrare lo stesso trend della provincia, con -78% sul mese e -25% sul trimestre.

Sicilia.
In Sicilia il trend è stato leggermente migliore del dato italiano nel mese di marzo con -75,2% e anche sul trimestre il trend è pari al -21,9% grazie alla buona performance dei mesi di gennaio e febbraio. A livello provinciale Palermo ha fatto segnare -76% contro -78% di Catania, meglio Messina con -72 per cento. Sul trimestre la provincia di Palermo subisce un calo di “solo” il 20 per cento. A livello delle principali città, Catania ha un trend peggiore del dato italiano con -80% sul mese e -27% sul trimestre, mentre la città di Palermo è andata leggermente meglio con -76% sul mese e – 20% sul trimestre.

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