Coronavirus, Banca mondiale taglia stime PIL: “Ritardi vaccini frenano crescita”

(Teleborsa) – Nella situazione migliore il mondo si troverà alle prese con una “ripresa lenta” che vede il PIL crescere nel 2021 del 4%, meno del 4,2% inizialmente stimato, in seguito a una ripresa meno forte delle attese negli Stati Uniti e nell’area euro. Ma se i contagi continueranno ad aumentare e ci saranno ritardi nelle vaccinazioni la ripresa potrebbe frenare all’1,6%. Questo l’avvertimento contenuto rapporto semestrale Global Economic Prospects sulle prospettive economiche globali della Banca mondiale.

L’Istituto abbassa le proiezioni di crescita del prossimo decennio a causa della pandemia e della conseguente riduzione di commercio, investimenti, interruzioni nell’istruzione che ostacoleranno i guadagni nella produttività del lavoro. Prima della pandemia, la banca prevedeva che la crescita potenziale globale tra il 2020 e il 2029 sarebbe rallentata a una media annuale del 2,1%, dal 2,5% del decennio precedente, a causa dell’invecchiamento della popolazione e della minore crescita della produttività. Una proiezione scesa oggi all’1,9%.

La revisione al ribasso per il 2021 riflette principalmente una crescita più lenta nelle economie avanzate, con gli Stati Uniti che ora dovrebbero espandersi del 3,5%, in calo dal 4% delle previsioni di giugno della banca. L’area dell’euro dovrebbe crescere del 3,6%, in calo dal 4,5%. Nelle sue proiezioni la Banca ha chiesto investimenti per migliorare l’accesso alla tecnologia, l’assistenza sanitaria, l’istruzione e l’ambiente, nonché migliorie nella governance e nella trasparenza del debito. Mentre le economie avanzate sono state in grado di trarre vantaggio dai bassi tassi di interesse per finanziare misure di stimolo a buon mercato, i rischi del debito stanno crescendo nei mercati emergenti e nelle economie in via di sviluppo dove la Banca mondiale ora vede una crescita media del 3,3% all’anno dal 2020 al 2029, in calo rispetto al 4,0% previsto prima della pandemia e al 5,0% del decennio precedente.

Lo scenario peggiore, mette in guardia l’istituto di Washington, è quello di una nuova contrazione dell’economia nel caso in cui dovesse accumularsi nel sistema un forte stress finanziario e dovessero verificarsi default di stati. Il rischio è quello di un “decennio perso” con una crescita “deludente” per i prossimi anni.

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