Coronavirus, Banca d’Italia: non è ancora il momento di ritirare il sostegno pubblico

(Teleborsa) – Per la Banca d’Italia al momento “non ci sono ancora le condizioni per avviare un’uscita da questa fase di ampio sostegno pubblico al settore produttivo”. Lo ha affermato il capo del servizio Stabilità finanziaria della Banca centrale italiana, Alessio De Vincenzo, in audizione alla Camera sottolineando che “l’incertezza sulle prospettive economiche rimane elevata, sebbene la partenza della campagna vaccinale lasci ben sperare”.

De Vincenzo ha spiegato che le misure di sostegno anti-Covid adottate fin dalla scorsa primavera “hanno finora attutito l’impatto dello shock, evitando che imprese finanziariamente solide fossero costrette a uscire dal mercato unicamente per i danni causati dalla pandemia e dai provvedimenti restrittivi che si sono resi necessari per combatterla”. “Vi è però la necessità di intervenire – ha aggiunto – per far sì che quante più imprese possibile riescano a superare la crisi, tornando a operare in condizioni migliori rispetto al passato. Va ripreso il percorso di rafforzamento della struttura finanziaria che ha caratterizzato gran parte dello scorso decennio e che si è bruscamente interrotto all’inizio dello scorso anno”.

Per il capo del servizio Stabilità finanziaria di Via Nazionale per rilanciare l’economia italiana dopo la crisi del coronavirus “resta cruciale superare l’elevata frammentazione del tessuto produttivo”. La frammentazione – ha spiegato – “riduce le possibilità di migliorare la qualità delle prassi gestionali, di beneficiare appieno dei vantaggi connessi con l’adozione delle nuove tecnologie, di affrontare con efficacia le sfide della transazione ecologica, di investire in capitale umano”. De Vincenzo ha sottolineato gli effetti di tale frammentazione sulla produttività, definendoli “significativi”: “se quella delle maggiori imprese italiane è non di rado superiore alle concorrenti estere, lo stesso non può dirsi per le società di minori dimensioni”.

Il rappresentante della Banca d’Italia ha infine suggerito di guardare alle risorse del programma europeo Next Generation Eu “per agevolare quanto più possibile la patrimonializzazione, la raccolta di capitale direttamente sui mercati, la diversificazione delle fonti di finanziamento e, quando occorre, processi di ristrutturazione rapidi ed efficaci”.

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