Coronavirus, Arcuri: in 3 giorni consegnate 9,6 milioni di mascherine

(Teleborsa) – Negli ultimi 3 giorni consegnati 9,6 milioni di mascherine mentre cresce il numero dei ventilatori polmonari distribuiti. Il commissario straordinario Domenico Arcuri è tornato a parlare in conferenza stampa e ha fatto il punto sulla macchina dell’emergenza: “Oggi consegniamo 136 ulteriori impianti di terapia intensiva, negli ultimi 2 giorni ne abbiamo consegnati 142”. E annuncia: “un’impresa italiana che produce ventilatori dalla prossima settimana raddoppierà la produzione, da 25 a 50 ventilatori al giorno. La logica è diventare in fretta autosufficienti“.

Positivo il giudizio di Arcuri sull’incentivo da 50 milioni di euro contenuto nel decreto Cura Italia: “molte centinaia di cittadini e imprese si appalesano per contribuire a produzione dispositivi di protezione individuale. Altre aziende italiane hanno raddoppiato la produzione di caschi per attenuare il rischio che i pazienti finiscano in terapia intensiva. Un consorzio di imprese nazionali intorno al settore della moda ha avviato la produzione di 1,5 milioni mascherine in una settimana a partire da lunedì”.

Da domani in campo anche gli elicotteri dell’esercito: “l’Esercito ci aiuterà a fare più in fretta possibile a portare le apparecchiature”. Arcuri ha poi spiegato che “gli acquisti (di materiali sanitari, ndr) che vengono effettuati dal governo, dalla Protezione civile, dalla Consip e dal commissario, resteranno complementari, in qualche modo suppletivi a quelli che le regioni possono effettuare”. Il Commissario Arcuri è tornato a parlare e ha fatto il punto anche sulla collaborazione con gli altri paesi: “il nostro sforzo è a 360 gradi: continuiamo a collaborare con molti Paesi, acquisiamo dispositivi medici da Francia, Germania, Cina, Russia, trattative sono in corso con altri Paesi spesso lontani da noi, dove questi prodotti vengono realizzati. Senza nessuna implicazione di natura politica“.

Infine una riflessione sulle comparazioni tra la situazione sanitaria in Italia e quella nel resto del mondo: “La tipicità del caso italiano per dimensioni e portata dell’emergenza Coronavirus sta ogni giorno perdendo di significato. Purtroppo questa epidemia sta
attentando all’esistenza dei cittadini di molti altri luoghi del mondo”. E chiude: “Il modello italiano verrà presto imitato da molti perché non ne vedo uno migliore”.

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