Coronavirus, 12 vittime: la prima in Emilia-Romagna. Conte: “Non dobbiamo drammatizzare”

(Teleborsa) – 374 contagi mentre si registra il dodicesimo decesso legato a coronavirus Sars-Cov-2: un uomo di Lodi di 69 anni, con patologie respiratorie pregresse, morto in Emilia Romagna. Al momento i focolai restano quelli della Lombardia e del Veneto e tutti i contagiati avevano avuto contatti con i residenti delle zone rosse, oppure vi avevano soggiornato. Buone notizie dal Lazio, dove non risultano più ammalati perché sono guariti sia la coppia di cinesi primi ammalati in Italia, sia il ricercatore che era rientrato dalla Cina.

In Liguria “i casi positivi sono cresciuti di 4 unità”, “provengono tutti dall’albergo di Alassio” in isolamento, ha detto il Presidente della Regione Liguria Giovanni Toti in conferenza stampa. “Sono ricoverati all’ospedale San Martino, alcuni dei quali hanno sintomi molto lievi, nelle prossime ore i sanitari decideranno le terapie”, ha spiegato.

Paura assolutamente no e non dobbiamo drammatizzare: dobbiamo avere la consapevolezza che siamo di fronte a un’emergenza sanitaria, dobbiamo mantenere un approccio prudente, seguire le indicazioni che ci vengono dalla comunità scientifica e noi che abbiamo le responsabilità maggiori, governo nazionale e regionale, dobbiamo restare concentrati per contenere l’epidemia ed evitare la diffusione del contagio”, ha detto il Premier Giuseppe Conte in collegamento a L’Aria che tira su La7.

Regno Unito effettuati 7132 tamponi, 13 contagi – 7132 le persone testate nel Regno Unito in relazione all’emergenza coronavirus, con non più di 13 persone risultate finora contagiate, incluse 4 dei 32 rimpatriati dal Giappone fra i passeggeri della Diamond Princess. Lo ha annunciato il Ministro della Sanità, Matt Hancock.

OMS: “Non e’ pandemia, possiamo contenere virus” – L’aumento dei casi di coronavirus in Italia, Iran e Corea del Sud è “profondamente preoccupante”, ma il virus può ancora essere contenuto e non si tratta di una pandemia. Lo ha affermato il direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), Tedros Adhanom Ghebreyesus, sottolineando che “l’uso della parola pandemia con noncuranza non ha alcun beneficio tangibile, ma presenta un rischio significativo in termini di amplificazione della paura e dello stigma non necessari e ingiustificati”.

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