Coronabond, apertura del Vicepresidente BCE: sono favorevole

(Teleborsa) – “Sono a favore dei coronabond”. Lo ha detto il Vicepresidente della BCE, Luis de Guindos, nel corso di un intervento alla radio spagnola Cope, sottolineando che “si tratta di una pandemia che avrà ripercussioni su tutti” aggiungendo che questa crisi, innescata dal coronavirus, “è completamente diversa da quelle del 2008-2009-2010”.

Un dibattito che tiene banco ormai da giorni che vede contrapposti due opposti schieramenti: da un lato i favorevoli, capeggiati da Italia e Spagna su tutti, che possono contare sull’appoggio dello Francia, dall’altro i cosiddetti “rigoristi”, Germania in testa, in compagnia di Olanda, Austria e Finlandia.

Un tema che rischia di far vacillare seriamente il già precario equilibrio dell’Unione laddove dovessero prevalere i particolarismi e quelli che sono già definiti da più parti “i singoli egoismi” anzichè una visione di condivisione e coesione. Dopo aver ribadito con forza che dalla crisi, l’Europa uscirà soltanto unita, il Commissario UE agli Affari Economici Paolo Gentiloni, parla a Circo Massimo su Radio Capital e affronta di petto, senza giri di parole, la questione coronabond o affini, strumenti di debito condivisi dai Paesi UE per finanziare il contrasto (sanitario ed economico) all’emergenza.

“Il punto è che questa discussione, assolutamente legittima, non è adeguata – esordisce- alla situazione in cui siamo; perchè non dà soluzioni, ma semplicemente registra uno stallo. Quindi io penso che bisogna fare tutti gli sforzi in questi giorni perchè lo stallo sia superato”.

“Io credo – ha affermato l’ex Premier italiano – che bisogna ancora scommettere sul fatto che, alla fine, soprattutto da parte della Germania, si arrivi a una comprensione della situazione nuova”.

Gentiloni è poi tornato sulle divisioni durante il vertice in videoconferenza dello scorso giovedì. “Mi aspettavo, sinceramente, questa divisione, perchè l’avevo vista tra i ministri dell’Economia nell’Eurogruppo. E’ una divisione antica, purtroppo la conosciamo a memoria. Ci sono paesi che insistono sulla necessità di eliminare i rischi, che mettono gli accenti solo sul debito pubblico, e ci sono paesi, come l’Italia e tanti altri, che invece mettono l’accento sulla necessità di condividere questi rischi, e di avere politiche più espansive; o magari di guardare anche all’importanza del debito privato che in molti paesi, tra cui l’Olanda – ha ricordato -, ha livelli molto, molto più alti che in Italia”.

Poi una frase che non lascia spazio a interpretazioni: L’emissione di bond “genericamente per mutualizzare il debito non verrà mai accettata”, quindi bisogna finalizzarla ad una “missione”, che può essere quella di finanziare gli obiettivi comuni come “affrontare l’emergenza sanitaria”, creare “un nuovo strumento di garanzia per la disoccupazione e un piano per il sostegno alle imprese”, dice Gentiloni che prosegue sottolineando che “Il Mes non è la Spectre, è uno strumento condiviso, la discussione è sulle condizionalità”, e si parla di alleggerirle ma “non sono molto ottimista nemmeno su questa, perciò meglio spostare la discussione su quali obiettivi finanziare e poi decidere come”.

Nelle scorse ore, era arrivata la doccia gelata della Presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen che in un’intervista a Dpa aveva liquidato il dibattito sui Coronabond definendolo uno “slogan”.

(Foto: © Paul Grecaud/123RF)

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