Corea del Nord, Kim Jong-un “riappare” dopo 20 giorni

(Teleborsa) – Kim Jong-un non è malato, tantomeno morto. Le notizie allarmanti sulla sua sorte circolate per una una ventina di giorni vista una insolita assenza sono così, almeno in parte, dissolte. Come del resto avevano da subito e sempre smentito da Pechino e da Seul. Il leader nordcoreano è riapparso in pubblico, e da quanto si vede dalle foto diffuse dall’agenzia di stampa ufficiale del Paese, Kcna, appare in ottime condizioni. Resta il mistero dei motivi della sua momentanea scomparsa dalle scene.

Il trentaseienne dittatore, come si è letto sulla prima pagina del quotidiano di regime Rodong Sinmun ha preso parte alla cerimonia di inaugurazione di una fabbrica di fertilizzanti nella città di Sunchon, 50 chilometri a Nord della capitale Pyongyang. La visita, con tanto di documentazione fotografica, è avvenuta ieri venerdì, in occasione della festa del Primo Maggio.. La sua ultima apparizione risaliva all’11 aprile, giorno in cui aveva presieduto una riunione del Politburo del Partito dei lavoratori. Poi più nulla.

A gettare l’allarme era stata l’inaspettata assenza di Kim il 15 aprile alle celebrazioni per il Giorno del sole, una delle grandi feste nazionali nordcoreane. La sua mancata presenza aveva scatenato una ridda di supposizioni, poi seguite dalle indiscrezioni su una improvvisa e urgente operazione al cuore con tanto di arrivo in Corea del Nord di una equipe di ben 50 specialisti dalla Cina. Intervento non riuscito, a seguito della quale sarebbero giunte complicazione, rendendo addirittura Kim nell’impossibilità di governare perché in fin di vita.

Indiscrezioni, sull’intervento chirurgico, avvallate da fonti dell’Intelligence americana, che ha poi diffuso le immagini scattate da un satellite di uno dei treni personali di Kim Jong-un in sosta tra il 21 e il 23 aprile in una piccola stazione riservata ai convogli della famiglia nella città turistica di Wonsam (città portuale e base navale del nord est della penisola di Corea). E infine, a completare il quadro allarmistico, la possibile successione alla guida della Corea del Nord della “sorellina trentatreenne” Kim Yo-jong, che segue sempre il fratello, pur sempre un passo indietro, che ha oltretutto già ricoperto importanti incarichi politici nel suo Paese.

Tanto è vero che il Segretario di Stato americano, Michael Richard Pompeo, detto Mike, aveva detto che gli Stati Uniti si stavano preparando a ogni possibilità, confermando tuttavia, come in passato, che le intelligence internazionali stavano brancolando nel buio. Ma l’assenza dalle scene del dittatore si è conclusa invece ieri, dopo venti giorni. Non è stata comunque l’unica, né la più lunga: nel 2014 Kim Jong-un “sparì” per sei settimane, tornando poi in pubblico con un bastone. I media anche allora ipotizzarono problemi di salute, senza però specificarne la natura.

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