Copyright, Siae a Ue: “Approvate direttiva”. Ma Wikipedia protesta

(Teleborsa) – Dopo mesi di dibattito, alla vigilia del voto, la direttiva europea sul diritto d’autore vede ancora due fronti contrapposti. A dare un’idea del clima in cui domani il Parlamento europeo sarà chiamato a votare, sono i diversi appelli diffusi sul web nelle ultime ore.
Trai i favorevoli alle nuove norme sul copyright vi sono il Presidente Siae e celebre autore Giulio Rapetti Mogol, i due premi Oscar Ennio Morricone e Nicola Piovani e il Maestro Paolo Conte. “È un coro unanime quello degli autori che chiedono che il Parlamento Europeo approvi in via definitiva la Direttiva Copyright per assicurare un giusto compenso del diritto d’autore nel mondo digitale. I giganti del web rappresentano oggi i principali punti di accesso alle opere dei creatori, generando enormi guadagni per loro ma offrendo un ritorno quasi inesistente agli autori – affermano, Mogol e gli altri, nel loro ultimo appello ai parlamentari Ue –. Siae, che conta novantamila associati, ritiene sia doveroso per un Paese civile proteggere il diritto degli autori di vedere riconosciuta la proprietà della loro produzione”.

“Questa Direttiva serve a ristabilire che il lavoro creativo deve essere remunerato, così come la storia dei nostri Padri Fondatori ci ha insegnato”, afferma Morricone, mentre per Piovani “non è qualcosa che va a vantaggio dei pochi autori ricchi, ma dei tanti, tantissimi autori che ricchi non sono, e dei tanti giovani autori che hanno diritto a vedere riconosciute le opere del proprio ingegno”. “Le piattaforme si oppongono con tutta la forza delle loro lobby, difendendo con le unghie e con i denti le regole che li privilegiano, scritte nel 2000, quando Internet era tutta diversa” è il commento del Maestro Conte. Per testimoniare con la loro presenza che l’approvazione della Direttiva Copyright è una questione che riguarda il futuro della creatività, domani a seguire il voto a Strasburgo ci sarà una delegazione di studenti del Conservatorio di Musica Santa Cecilia, dell’Accademia Silvio D’Amico e del Centro Sperimentale di Cinematografia, partiti in pullman da Roma.

Ma la direttiva conta un’opposizione ben più forte. Oltre ai giganti del web – conGoogleche per mesi ha portato avanti una campagna informativa volta a modificarel’articolo 11, uno dei punti più dibattuti della direttiva sul copyright dell’Unione europea – oggi Wikipedia (come già fatto ieri per le versioni in tedesco, slovacco, ceco e danese) ha oscurato le sue pagine italiane per “
sensibilizzare gli utenti sul tema e invitarli a contattare i propri rappresentanti nel Parlamento europeo per dir loro che l’articolo 11 e l’articolo 13 vanno aboliti. “La comunità – fa sapere Wikimedia, l’associazione che sostiene l’enciclopedia libera – si è schierata nuovamente a favore di un’azione forte di protesta, volta a far sapere al maggior numero possibile di cittadini come la nuova Direttiva potrà influire negativamente sulla libertà di espressione e la partecipazione online”.

Per l’associazione “la direttiva darà agli editori il potere di limitare la diffusione di notizie e titoli in ogni sito altrui (articolo 11), e costringerà inoltre quasi tutti i siti ad analizzare preventivamente ogni contributo dei propri utenti per bloccarli automaticamente se non autorizzati dalle industrie del copyright (articolo 13)”.

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