Coprifuoco, Fipe-Confcommercio: “incomprensibile” scelta di prorogarlo

(Teleborsa) – Il giorno dopo il nuovo decreto arrivano le polemiche. In particolare, a far discutere, la scelta di prorogare il coprifuoco definita “incomprensibile” dal presidente di Fipe-Confcommercio, la Federazione italiana dei Pubblici esercizi, Lino Enrico Stoppani. “Abbiamo chiesto di ripartire ma, alle attuali condizioni del Decreto Legge sulle riaperture, oltre la metà dei Pubblici Esercizi Italiani – ha spiegato – non può di fatto farlo. Sono scelte che vanno spiegate e vanno spiegate bene, perchè appaiono punitive rispetto a quelle adottate in momenti più critici dal punto di vista sanitario”.


“Siamo stati i primi a proporre gradualità e regole certe, che tuttavia devono avere un supporto di carattere scientifico. Pur applicando rigorosi protocolli di sicurezza e garantendo il solo servizio al tavolo, oggi si ritiene che il problema sia l’utilizzo degli spazi interni. Noi siamo esausti di pagare colpe non nostre, come la lentezza della campagna di vaccinazione e l’impossibilità di controllare il territorio punendo comportamenti scorretti. Se il 15 maggio il Governo ha preso l’impegno di vaccinare tutti gli o ver 70 di questo Paese, riteniamo giusto che prenda anche l’impegno a riaprire le attività all’interno a pranzo e a cena applicando i rigorosi protocolli già approvati”. Il coprifuoco alle 22 “addirittura fino al 31 luglio – prosegue Stoppani – è scientificamente e socialmente incomprensibile e incoerente con le finalità che si propone: comprime orari e favorisce comportamenti disordinati e opposti”.

“E’ inaccettabile che nel decreto riaperture, con tutte le regole che ci accompagneranno durante l’estate 2021, sia scomparso qualunque riferimento al mondo della notte, delle discoteche e dei locali di intrattenimento sano. Un settore ancora una volta dimenticato e abbandonato dal Governo dopo più di un anno di emergenza Covid”. Questa la posizione di Filippo Grassi, membro di Giunta nazionale Fiepet Confesercenti, con delega all’intrattenimento e gestore di lungo corso di diversi locali nella provincia di Siena. “Ci aspettavamo che con le nuove riaperture di bar e ristoranti, teatri, cinema, piscine e palestre e la stagione estiva alle porte, anche le imprese ed i lavoratori del comparto – che sono una parte trainante del settore turistico – potessero ricevere la giusta attenzione, in termini di sostegni economici e tutele, ma soprattutto di garanzie e prospettive imminenti sulle riaperture”. “Invece – conclude il presidente – dobbiamo purtroppo constatare il silenzio, da parte delle istituzioni, nei confronti di un settore che genera un indotto importante e garantisce posti di lavoro a migliaia di operatori”, conclude chiedendo al Governo un confronto urgente per scongiurare il sempre più vicino rischio collasso.

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