COP 26, Xi a Johnson: “Paesi trasformino ambizioni in azioni”

(Teleborsa) – La Cina, primo Paese emettitore di gas serra, ieri, a tre giorni dall’apertura dei lavori della Cop26 di Glasgow, ha presentato ufficialmente alle Nazioni Unite i nuovi impegni alla lotta contro il riscaldamento globale. Come reso noto dalla stessa organizzazione, Pechino si impegna a raggiungere il picco delle emissioni “entro il 2030” e la neutralità “prima del 2060”, obiettivi in linea con quanto annunciato in precedenza da Xi Jinping. Il rapporto fra emissioni di CO2 e PIL verrà ridotto del 65% rispetto al 2005. Il precedente documento nazionale cinese si impegnava a ridurre le emissioni fra il 60% e il 65% entro il 2030 e di raggiungere il picco “attorno il 2030”. Secondo gli Accordi di Parigi – firmati nel 2015 con l’obiettivo di contenere il riscaldamento globale sotto i due gradi centigradi – i Paesi firmatari devono presentare ogni cinque anni un documento nazionale rivisto al rialzo.


Sul tema è intervenuto oggi anche Papa Francesco. “Il cambiamento climatico – ha affermato il Pontefice in un tweet – può essere affrontato soltanto attraverso una corresponsabilità mondiale, una solidarietà fondata sulla giustizia, sulla condivisione di un comune destino e sulla coscienza dell’unità della famiglia umana, progetto di Dio per il mondo”. In vista del vertice di Glasgow sul clima papa Francesco – in un videomessaggio trasmesso dalla Bbc – ha ribadito che nella lotta ai cambiamenti climatici “è fondamentale l’impegno di ciascuno verso quel cambio di rotta così tanto urgente; impegno che va alimentato anche dalla propria fede e spiritualità”.

Il Pontefice 84enne, impegnato sulle tematiche ambientali sin dalla pubblicazione dell’enciclica Laudato si’, ha deciso di non partecipare di persona al Cop26, ma di inviare il cardinale Segretario di Stato Pietro Parolin. “I decisori politici che prenderanno parte alla COP26 di Glasgow – ha concluso il Papa – sono chiamati con urgenza ad offrire efficaci risposte alla crisi ecologica in cui viviamo e, in questo modo, concreta speranza alle generazioni future. Ma tutti noi, è bene ripeterlo, chiunque e ovunque siamo, possiamo avere un ruolo nel modificare la nostra risposta collettiva alla minaccia senza precedenti del cambiamento climatico e del degrado della nostra casa comune”.

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