Contratto PA, resta alta tensione Sindacati-Governo

(Teleborsa) – Resta alta l’asticella della tensione tra Governo e Sindacati sul rinnovo dei contratti pubblici. Confermato, per ora, lo sciopero in programma mercoledì 9 dicembre con la Ministra che ha convocato i rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil per il giorno dopo, giovedì 10 intorno alle 15.

“Va dato atto” ai sindacati che “l’aspetto finanziario è solo uno degli aspetti cui si deve prestare attenzione” e “agli stessi va riconosciuta la capacità di poter comprendere che, almeno in questa fase, nuove ingenti risorse per la contrattazione non potranno essere garantite”. Così sul Messaggero, la Ministra della Funzione pubblica, Fabiana Dadone, in vista dello sciopero indetto dalla categoria del pubblico impiego.

La Dadone invita a “riflettere su aspetti concreti fuori da ideologismi e prese di posizione” e fa alcune proposte.
“Ritengo – dice Dadone – che si debba fare di più per le fasce più basse e pertanto sarebbe importante stabilizzare quella misura del tutto temporale e provvisoria che venne introdotta nella tornata 2016-2018 al fine di meglio equiparare l’incremento contrattuale tra chi gode di salari più alti e chi no. L’elemento perequativo, infatti, è stato prorogato nel 2018 in attesa che si definisse il nuovo contratto 2019-2021, sarebbe quindi destinato a essere superato ma in considerazione della sua valenza perequatrice credo rappresenti una misura da rendere strutturale”.

“Penso, inoltre – prosegue – che i tempi siano ormai maturi per guardare al futuro del lavoro pubblico con coraggio e con un approccio innovativo. Il lavoro agile è entrato prepotentemente nella vita delle amministrazioni pubbliche: i dirigenti stanno riorganizzando gli uffici, la conferenza unificata ha deliberato il proprio parere favorevole alle Linee guida per l’implementazione del Piano organizzativo del lavoro agile che dovrà essere adottato a partire dal 2021; i dati del monitoraggio offrono spunti interessanti e ormai anche per garantire l’erogazione dei servizi e la capacità amministrativa si sta ragionando in termini di reingegnerizzazione dei processi organizzativi”.

“In tal senso, quindi, anche le relazioni sindacali e la contrattazione 2019-2021 assumono una rilevanza persino maggiore di quanto si pensava fino a 12 mesi fa. Questa tornata contrattuale dovrà rappresentare lo spartiacque”, conclude.

Intanto, secondo l’Osservatorio Conti pubblici italiani, le retribuzioni sono in linea con quelle di molti altri Paesi e continuano ad essere più alte di quelle private.

In base ai dati del centro studi diretto da Carlo Cottarelli infatti, il blocco dei contratti pubblici ha portato a una caduta di questi salari rispetto a quelli privati ma nel 2010, prima del blocco contrattuale uno stipendio pubblico era in media del 35 per cento superiore a uno privato, contro una media di 1,28 dal 1980 al 2019] Il blocco aveva portato a una caduta rapida del rapporto, che però aveva ripreso a crescere dal 2017.

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