Conti pubblici, Tria: stabilizziamo il debito non per la Ue ma per l’Italia

Il Ministro delle Finanza, a margine dell'Eurogruppo a Bruxelles, difende le misure introdotte dal Governo: "Sono nell'interesse degli italiani"

(Teleborsa) – “Stiamo facendo quello che dobbiamo fare per l’economia italiana e per stabilizzare il debito pubblico. Non soltanto per quello che ci chiede l’Europa, ma lo facciamo finché pensiamo che questo coincida con gli interessi degli italiani“.

Lo ha detto il Ministro dell’Economia Giovanni Tria, al suo arrivo all’Eurogruppo a Bruxelles, sottolineando che l’aggiustamento strutturale per il 2020 verrà deciso in autunno in base all’andamento dell’economia nel secondo semestre. “Lo sforzo grosso lo abbiamo fatto quest’anno – ha affermato Tria – ovviamente bisogna continuare in quella direzione, l’importante è la stabilizzazione e la discesa del rapporto debito-Pil. Vedremo come andrà l’economia nel secondo semestre e lì prenderemo le decisioni ultime. Per l’anno prossimo – ha chiarito il Ministro – decideremo in ottobre la nuova legge di bilancio secondo le regole fiscali europee”.

Quanto al fatto che possano esserci critiche da parte dei ministri dei Paesi rigoristi, come Olanda o Austria, per la decisione della Commissione europea di non far partire la procedura per deficit eccessivo, Tria ha replicato: “Non credo, poi ognuno ha libertà di parola, ma credo che non ci sia nulla da discutere”.

Infine, a proposito della flat tax il Ministro ha affermato: “Ne parliamo da un anno, stiamo elaborando tutte le possibili alternative stimando quello che si può fare”. E in generale Tria ha riferito di essere “sempre stato convinto che l’imposizione fiscale vada riequilibrata riducendo la fiscalità diretta a favore delle imposte indirette: fa parte anche di una vecchia raccomandazione europea e di studi fatti all’Ocse perché in questo modo si facilita la crescita”. L’imposizione indiretta “grava su tutti i beni che vengono consumati mentre l’imposizione diretta pesa sui salari e quindi entra indirettamente nei costi di produzione”.

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