Conti pubblici, Franco: prepararsi ad aumento tassi e tornare ad avanzi primari

(Teleborsa) – Con la ripresa post-pandemia e il PNRR ora “il test per la politica economica” in Italia è “imprimere un aumento al nostro tasso di crescita nel medio termine” dopo che “usciamo da un quarto di secolo di crescita anemica, stagnazione dei redditi, che ha reso più difficile la finanza pubblica e che ha avuto molti effetti negativi, tra i quali spingere molti giovani ad uscire dal Paese”. Lo ha affermato il ministro dell’Economia e delle finanze, Daniele Franco, nel suo intervento alla giornata del risparmio organizzata dall’ACRI (l’organizzazione che rappresenta le Fondazioni di origine bancaria e le Casse di Risparmio).

E “per intervenire sulla nostra crescita potenziale dobbiamo aver in mente tre are di intervento: occupazione, produttività e dotazione di capitale, dobbiamo migliorare sensibilmente la nostra performance su tutte e tre queste linee”, ha detto. Sull’occupazione ci sta “un divario da colmare” agendo su vari fronti tra cui il cuneo fiscale. Le modalità del taglio andranno definite, ma è anche “indispensabile che le imprese crescano di dimensione e si collochino su segmenti di mercato a valore aggiunto più elevato. Nel confronto internazionale le imprese italiane sono relativamente piccole e questo – ha detto il ministro – frena domanda di lavoro qualificato e limita le retribuzioni”.

Un altro punto importante è la partecipazione delle donne al lavoro e “il superamento delle diseguaglianze di genere è un aspetto fondamentale del PNRR”, ha proseguito. Va anche tenuto presente che la contrazione della popolazione in età lavorativa “è difficilmente compatibile con una crescita sostenuta”, e questo richiama a politiche di sostegno alla natalità. Sulla bassa produttività “usciamo da una fase di ristagno, i fattori sono da anni discussi e in parte interni alle imprese, in parte esterni e legati al funzionamento dei mercati in Italia e all’efficienza delle istituzioni”. Una questione altrettanto importante è quella degli investimenti e la riforma della PA. Infine, sul terzo punto, la dotazione di capitale servono “riforme che hanno a che fare con le semplificazioni“.

Nonostante il Paese abbia molto da fare per rendere la crescita post-pandemia più strutturale nel medio periodo, “le prospettive dell’economia sono positive”, ha sottolineato il numero uno del MEF. “Negli ultimi trimestri la dinamica dei consumi è positiva e si vede una dinamica degli investimenti fissi lordi molto accentuata. Quest’anno dovrebbero aumentare circa del 15% e questo vuol dire più che compensare la flessione del 2020 – ha aggiunto – Nelle nostre previsioni la crescita degli investimenti sarà superiore alla crescita del PIL anche nel 2022-24″.

Sull’economia “siamo consapevoli che ci sono rischi al ribasso legati all’evoluzione della pandemia e alla domanda mondiale ma anche ai prezzi dell’energia“. Il governo “è già intervenuto due volte” ma si valutano “ulteriori misure e ulteriori interventi sui prezzi energia”. “Dobbiamo essere pronti ad affrontare l’aumento dei tassi d’interesse che inevitabilmente si determinerà e qui occorre tornare ad avere avanzi primari”, ha aggiunto Franco, il quale ha comunque ribadito che “l’intonazione resterà espansiva fino a quando il PIL non avrà recuperato la caduta, ma anche la mancata crescita e noi pensiamo che queste condizioni saranno soddisfatte dal 2024 in avanti”.

Sul fronte fiscale il ministro dell’Economia ha detto che in Italia “il cuneo fiscale è molto ampio” e nella prossima manovra per il taglio delle tasse “abbiamo portato le risorse disponibili a 8 miliardi annui”. Franco, ha aggiunto che “le modalità di attuazione di questo taglio verranno definite nelle prossime settimane”. Per Franco “è importante che governo e Parlamento lavorino insieme”.

© Italiaonline S.p.A. 2021Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963

Conti pubblici, Franco: prepararsi ad aumento tassi e tornare ad avanz...