Conti correnti dormienti: spetta alle banche cercare i beneficiari

Sono agli sgoccioli i termini ultimi per usufruire delle somme dei conti dormienti: cosa deve fare la banca nei confronti degli eredi

I conti dormienti sono tutti quei depositi presenti nelle banche, che contengono più di 100 euro e che non hanno registrato movimento negli ultimi 10 anni.

In particolare, si tratta di depositi di denaro o strumenti finanziari, come libretti di risparmio, conti correnti e postali, azioni, obbligazioni o titoli di Stato. Molti meno gli anni di non movimentazione per definire dormienti rendite di polizze e assegni circolari: rispettivamente 2 anni e 3 anni dalla loro emissione. In seguito a questi anni, le somme depositate vanno ad arricchire un Fondo del Ministero dell’Economia e delle Finanze, creato dal Governo ed il denaro raccolto viene mano a mano utilizzato per finalità sociali.

Sempre più si è parlato di conti dormienti, in quanto a novembre è iniziato il conto alla rovescia per poter utilizzare, entro la scadenza fissata, i conti dormienti e poter usufruire delle somme depositate e investite, che sono rimaste ferme in 20 anni.

Con l’approvazione della Legge di Bilancio al Senato, il Governo ha stabilito che spetta alle banche cercare i beneficiari: per conti dormienti e polizze vita, le istituzioni finanziarie non dovranno attendere l’arrivo di richieste di liquidazione, ma cercare in modo attivo. L’emendamento risulta valido per conti correnti postali e bancari, libretti di risparmio e depositi, azioni, obbligazioni, certificati di deposito, fondi d’investimento e assegni circolari non riscossi. Un discorso diverso va fatto invece per le polizze assicurative dormienti, che hanno termini di prescrizione diversi e una procedura differente.

Nella Legge di Bilancio viene infatti chiarito che per polizze vita e infortuni debbano essere le imprese di assicurazione a verificare la presenza in vita degli assicurati, tramite l’Agenzia delle Entrate. In caso di corrispondenza tra codice fiscale di chi ha contratto l’assicurazione e quello di una persona deceduta, saranno sempre le imprese di assicurazione a dover avviare la procedura per corrispondere la somma assicurata al beneficiario, cercandolo se non espressamente indicato in polizza.

Simile procedura è prevista per le banche: se l’istituto finanziario trova una corrispondenza tra il codice fiscale del titolare del deposito di denaro e una persona deceduta, è tenuto a inviare una lettera di raccomandata con avviso di ricevimento all’indirizzo di residenza o di domicilio comunicato o conosciuto della persona che aveva contratto il rapporto, o all’indirizzo di terzi da lui delegati. La lettera deve contenere le indicazioni necessarie per permettere ai possibili legittimi eredi di richiedere la somma che spetta loro.

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