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Conte non convoca a Palazzo Chigi Salvini ma Tria che su Iva, Tav e salario minimo ha le idee chiare

(Teleborsa) – Il Premier Giuseppe Conte pensa alla manovra e spinge sull’acceleratore.

Intanto, mentre a Palazzo Chigi si svolgeva l’incontro tra Conte e le parti sociali, fonti vicine al M5S hanno fatto sapere che all’appuntamento era presente anche Tria “a dimostrazione che è questo il vero vertice di governo sulla manovra”. Un chiaro riferimento questo al precedente incontro organizzato dal Vicepremier Salvini che aveva scatenato non poche polemiche.

Il Ministro dell’Economia, in un’intervista a SkyTg24, oggi ha toccato diversi argomenti, anche quelli più discussi del momento, ovvero IVA, TAV, salario minimo. 

Alla domanda se confermasse il disinnesco delle clausole Iva ha detto: “Stiamo lavorando in quella direzione”. Nella risoluzione al Def – ha precisato il titolare del Mef- “il Parlamento ha chiesto al Governo di rispettare i saldi di finanza pubblica ma con misure alternative all’aumento dell’Iva, l’impegno è questo”.

DEFICIT/PIL NEL 2020 MOLTO CONTENUTO – Guardando alla manovra, il Ministro ha precisato che “Ci sarà un deficit molto contenuto, quello che serve all’economia italiana”, aggiungendo che il rapporto deficit/Pil il prossimo anno non sarà all’1,8% e che non è stato fissato un obiettivo con Bruxelles, con l’impegno di ridurre il saldo strutturale. Sempre restando in tema UE, inoltre, Tria ha ribadito che Italexit non è mai stata sul tavolo”.

Sul fronte Tav ha spiegato: per fermare il progetto “ci vuole una nuova legge in Parlamento e siccome non vedevo una maggioranza a favore dello stop alla Tav, ho sempre detto che andava avanti e infatti va avanti”.

Altro tema caldo la Flat Tax: “Non c’è nessuna flat tax nel senso di un unico scaglione – ha detto parlando della prossima manovra – si va nella direzione di diminuire il numero degli scaglioni il primo anno e poi ridurli ancora. La scelta è su quali classi di reddito si potrà fare”.

SALARIO MINIMO: NON E’ COMPITO DELLO STATO COPRIRLO – “Non ho affrontato ancora la partita” del salario minimo e comunque “non è che lo Stato deve coprirlo”, ha risposto così il Ministro alla domanda sui costi per sostenere la misura. “Si può vedere come facilitare in via transitoria” la sua applicazione “ma è un problema che riguarda le imprese private, ne terremo conto nel disegno complessivo”.

 

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