Conte bis, manovra e flessibilità dall’UE: 10 miliardi per le sfide economiche

Sta per cominciare la delicatissima partita tra il nuovo esecutivo e Bruxelles in vista della prossima Legge di Bilancio

Giorni di lavoro intenso per Giuseppe Conte che, dopo aver ricevuto l’incarico dal Presidente della Repubblica Mattarella, ha avviato le consultazioni con i partiti per formare la squadra di Governo, sulla base dell’intesa politica raggiunta non senza ostacoli tra Pd e M5s.

La squadra al momento ancora non c’è, in compenso, la prima partita da giocare sì ed è quella che il nascente esecutivo dovrà giocare, come da prassi, con la commissione Ue in vista della manovra economica 2020 che alleggerita dall’impalcatura della “flat tax” sulla quale la Lega era in pressing, si dovrebbe attestare tra i 30 e i 35 miliardi, compresi i 23,1 miliardi necessari per evitare gli aumenti dell’Iva e i 4-5 miliardi per spese indifferibili e rifinanziamenti obbligati. Una cifra monstre.

Come scrive il Sole 24Ore “pur senza ammetterlo ufficialmente, i protagonisti di un esecutivo giallo-rosso sperano tutti di ottenere da Bruxelles l’ok a una nuova tranche di flessibilità di 0,4-0,5 punti di Pil da sommare alla quota dello 0,18% di Prodotto interno per interventi contro il dissesto idrogeologico e il Ponte Morandi di Genova già utilizzata quest’anno e messa in conto per il prossimo dall’ultimo Def. In tutto si tratterebbe di 10-12 miliardi, più o meno un terzo delle coperture per la prossima legge di bilancio”.

Insomma, la parola d’ordine è flessibilità, una sorta di mantra che aleggia sul dibattito in atto in questi giorni. E sembra proprio che il nuovo Governo, targato Pd-M5s, abbia più di qualche freccia al suo arco. Almeno un paio. Anzitutto, come ha detto qualche giorno fa il Ministro dell’Economia Tria, ricorrendo a toni moderatamente rassicuranti, i conti sono sostanzialmente in ordine anche attraverso l’aggiustamento di luglio.

Ed ecco che in gioca entra in gioco un secondo fattore: il rischio recessione che incombe sull’Europa, assieme al rallentamento dell’economia tedesca, avrebbero aperto una discussione dalle parti di Bruxelles, pronta ad allentare gli attuali – stringenti – vincoli sui conti pubblici , in attesa di una possibile riscrittura più soft del Patto di stabilità e crescita.

A lanciare l’indiscrezione pochi giorni fa il Financial Times, secondo il quale la nuova Commissione europea targata von der Leyen potrebbe ammorbidire le severe regole di Bilancio che preoccupano non poco gli Stati membri dell’Unione Europea, fissando obiettivi meno rigidi per i Paesi e definendo norme più semplici da realizzare.
Nonostante la parziale smentita della Portavoce della Commissione europea che, proprio a proposito delle voci circolate, aveva parlato di “brainstorming”, sembra ufficiosamente partita la riflessione interna che riconosce la necessità di una “sostanziale semplificazione” delle regole.  

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